Il boom delle birre artigianali è scoppiato in Italia negli ultimi anni a causa di una domanda crescente e di un’offerta quanto mai diversificata. Molti agricoltori si sono riavvicinati alla coltura del luppolo creando delle filiere dal campo al pub. I prezzi di vendita delle birre artigianali sono di gran lunga superiori a quelli delle birre industriali per cui danno un buon margine di guadagno.

Il caos delle offerte – Il boom ha però creato anche caos con offerte di birre legate alle produzioni industriali dei big del settore attraverso birrai artigianali di comodo o rami d’azienda dedicati.

Il Collegato agricoltura approvato il 6 luglio 2016 ha disciplinato il settore introducendo la definizione e i requisiti della birra artigianale e dei birrifici.

Ora è artigianale la birra:

– prodotta da piccoli birrifici indipendenti

– non sottoposta, durante la produzione, a pastorizzazione e microfiltrazione, che sono generalmente utilizzati dai produttori industriali.

– ogni birrificio artigianale dovrà produrre sino a un massimo di 200mila ettolitri l’anno, inclusa anche la produzione per conto terzi.

Secondo il collegato agricoltura i piccoli birrifici sono quelli

  • “legalmente e economicamente” indipendenti da “qualsiasi altro birrificio”,
  • che utilizzano impianti “fisicamente distintida quelli di qualsiasi altro birrificio“,
  • non operano “sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui”. Un passaggio pensato per evitare che un mercato così in espansione venga fagocitato dalle grandi multinazionali che potrebbero acquisire anche i piccoli birrifici promettenti.

Filiera del luppolo a tutta…birra – Il ministero s’impegna a mettere in campo disposizioni per favorire lo sviluppo della filiera artigianale italiana. Infatti, è stato previsto un rafforzamento della filiera del luppolo per cui il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), compatibilmente con la normativa europea in materia di aiuti di Stato e le norme specifiche di settore, favorisce il miglioramento delle condizioni di produzione, trasformazione e commercializzazione nel settore del luppolo e dei suoi derivati. Il Mipaaf finanzierà progetti di ricerca e sviluppo per la produzione e per la prima trasformazione del luppolo, per la ricostituzione del patrimonio genetico del luppolo e per l’individuazione di corretti processi di meccanizzazione.

Come riconoscere la birra artigianale

La rivista Il Salvagente ha interrogato un esperto degustatore di birre per individuare i caratteri salienti di una birra artigianale:

Innanzi tutto la torbidezza. Se è tanto chiara e tanto limpida al 99% non può essere artigianale perché questa deve essere non pastorizzata e non filtrata.

Se in bottiglia, deve esserci un sedimento di lievito sul fondo della bottiglia, mentre se alla spina, ci deve essere opacità.

L’odore non deve presentare quelle che si chiamiamo “puzze”, odori un po’ particolari legati al mais. Le birre industriali usano molto il mais. Oppure altri odori sgradevoli dovuti ai fusti che si lasciano sotto una fonte di calore.

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