L’artiglio del diavolo, Harpagophytum procumbens DC., è una pianta erbacea perenne rampicante della famiglia delle Pedaliaceae, originaria dell’Africa Meridionale

Tradizionalmente nota nella medicina tradizionale africana per le sue proprietà curative, come tonico-amaro nei disturbi digestivi, e nel trattamento dei dolori muscolari ed articolari.

Le sue proprietà benefiche ne hanno reso possibile l’utilizzo in fitoterapia, per la preparazione di rimedi naturali adatti al trattamento degli stati dolorosi, e non solo.

artiglio-del-diavolo-fioriL’artiglio del diavolo è riconoscibile per:

  • le foglie carnose,
  • i fiori di colore violaceo, solitari e tubolari,
  • frutti legnosi, caratterizzati dalla presenza di robusti uncini che ricordano degli artigli. Proprio da tale aspetto deriva il nome comune di questa pianta officinale, tipica delle aree desertiche.

La droga è costituita dalle radici secondarie, che sono organi di deposito dall’aspetto di tubercoli rossastri lunghi circa 20 cm e diametro di circa 6 cm.

Le radici si commercializzano essiccate e tagliate in rotelle di colore marrone e dal sapore amaro.

L’artiglio del diavolo è disponibile in commercio sotto diverse forme:

  • tintura madre,
  • compresse fitoterapiche che lo contengono come principio attivo
  • viene inoltre utilizzato per la preparazione di pomate erboristiche, in cui può essere accompagnato dall’arnica montana in modo che tra le due piante si crei una sinergia per la cura di dolori muscolari, articolari e contusioni.

È utilizzato anche come rimedio naturale

  • per il trattamento di infiammazioni, mal di testa, mal di schiena, dolori cervicali, tendinite ed artrite.
  • molto utile nei disturbi artrosici come la cervicale, utilizzato come anti-infiammatorio naturale (2 compresse per 2 volte al giorno) in associazione con l’estratto idroalcolico o il macerato glicerico di ribes nigrum (50 gocce due/tre volte al dì).

I trattamenti più adatti da impiegare possono variare a seconda della patologia da cui l’organismo è interessato e dalle condizione di salute del paziente.

All’artiglio del diavolo vengono attribuite soprattutto proprietà antinfiammatorie e analgesiche.

Può essere controindicato:

  • nei diabetici per la sua azione ipoglicemica
  • nell’eventualità in cui si soffra di ulcere gastriche e duodenali.
  • Può essere inoltre sconsigliato in gravidanza.

I prodotti fitoterapici a base di artiglio del diavolo, per uso interno o esterno, sono facilmente reperibili in erboristeria.

I principi attivi

La classe più importante di principi attivi presente nelle radici secondarie è quella degli iridoidi. La concentrazione di questi composti può variare dal 0,5% – 3%. Gli iridoidi nelle specie di Harpagophytum sono C9-iridoidi e tutti legati al glucosio.

Quindi, i p.a. della radice sono iridoidi, monoterpeni biciclici in forma glucosidica; tra questi il più importante è l’arpagoside, che rappresenta circa l’80% degli iridoidi totali. Le radici contengono anche procumbide, arpagide ed acido cinnamico libero.

  • La concentrazione dell’arpagoside nella droga di Harpagophytum procumbens deve essere strandardizzato sul minimo di 1,2%.
  • L’arpagide è il decinnamoil-derivato dell’arpagoside.
  • Gli iridoidi dell’arpagofito sono caratterizzati da un elevato potere amaricante (indice di amaro 5000-12000).

Gli estratti di arpagofito esercitano attività analgesica, antiflogistica ed antiartritica, per cui il fitocomplesso è consigliato nel trattamento sintomatico dell’artrite reumatoide, dell’artrosi e di altre malattie reumatiche.

Nella F.U. IX la droga è indicata come radici secondarie essiccate di arpagofito con un contenuto totale di glicoiridoidi non meno dell’1,8%, di cui almeno l’80% di arpagoside.

I Fenoli trovati nella radice di H. procumbens sono formati da una struttura idrossi-fenile-etilica con un beta-glucosio e a questo zucchero sono collegati derivati dell’acido caffeico e diversi zuccheri come ramnosio, apiosio ecc. Triterpeni, soprattutto derivati dell’acido ursolico e acido oleanolico sono presenti nella radice di Harpagophytum procumbens. Anche steroli come sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo sono presenti legati a diversi zuccheri in concentrazione più alta così i loro agliconi.

Può essere usato il decotto della radice, applicato con impacchi o per uso interno, somministrato anche attraverso opercoli (estratto secco), integratori alimentari, T.M., ecc…

Inoltre, l’Artiglio del diavolo ha una monografia positiva per i disturbi dell’apparato gastrointestinale, dispepsia e inappetenza. Quest’azione è dovuta ai composti amari, come l’arpagogenina: stimolano il flusso biliare (gli iridoidi amari stimolano la produzione di bile e lo svuotamento della colecisti) agendo come coleretico e colagogo. Favoriscono vari metabolismi del fegato e aumentano l’appetito, viene stimolata la peristalsi intestinale e la secrezione di enzimi digestivi, quindi la digestione.

Non sono noti effetti collaterali.

COLERETICO: stimola la secrezione della bile da parte del fegato, favorisce la digestione dei grassi e l‘eliminazione del colesterolo.

COLAGOGO: attiva la secrezione della bile favorendone il deflusso dal canale coledoco all‘intestino.

BILE: liquido giallo-oro di sapore amaro prodotto dalle cellule del fegato e poi convogliato attraverso i canali biliari nel duodeno.

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