Tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia, olio alimentare di altissima qualità. E poi, ultime ma non per importanza: proprietà detossificante dei terreni e benefiche per alcune patologie. Tutto questo da una sola pianta: la canapa.

La cannabis è conosciuta fin dall’antichità. I Fenici, ad esempio, costruivano le vele delle loro navi utilizzando la fibra di canapa, anche le caravelle di Cristoforo Colombo erano di questo materiale. La prima bibbia di Gutenberg e la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti sono state scritte su fogli di canapa.

THC, facciamo chiarezza – Il boom della canapa si è avuto tra 1850 al 1950, dopo la seconda Guerra Mondiale; la rivoluzione industriale ha portato rapidamente a produrre nuovi materiali, quasi tutti di sintesi e molto più economici di quelli ottenibili da questa coltura. Anche le leggi proibizioniste hanno ‘fatto la loro’ e così la canapa è stata messa da parte. Queste leggi nascono dalla confusione che si può creare fra due varietà di canapa: indica e sativa. La differenza è nella quantità di tratraidrocannabinolo (THC), la sostanza psicoattiva presente nella pianta. La normativa europea autorizza la coltivazione di canapa che ha un contenuto di questa sostanza inferiore allo 0,2%.

Alta, rapida, sana – La cannabis ha il fusto alto (anche oltre i 4 metri) e cresce molto velocemente. È una delle specie più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione di tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di un bosco in un anno. La sua coltivazione richiede l’utilizzo di pochi agrofarmaci, crescendo molto rapidamente copre le erbe infestanti che di conseguenza non generano fenomeni di competizione.

Rispetto al cotone, oltre a essere meno esigente in accorgimenti agronomici, è più produttiva. Oggi la fibra tessile può essere lavorata in impianti che sostituiscono le lunghe lavorazioni manuali di un tempo. Inoltre i tessuti sono molto più robusti e durano più a lungo.

Semi e olio nutraceutici – Negli ultimi anni sono molto ricercati anche i semi di canapa che contengono proteine di elevato valore biologico. Proprio per il loro potere nutritivo questi semi sono stati proposti come rimedio alla carenza di proteine nelle persone che vivono nei paesi in via di sviluppo. L’olio di canapa è particolarmente ricco di grassi insaturi ed è l’ideale per correggere una dieta squilibrata e per prevenire le malattie del sistema cardiocircolatorio. Altrettanto interessanti sono le proprietà di questo olio per gli usi industriali: non a caso è stato paragonato all’olio di balena. Le vernici fabbricate con questa materia prima, oltre a non essere inquinanti, sono di qualità superiore rispetto a quelle prodotte con i derivati del petrolio. Con l’olio di canapa si possono inoltre fabbricare saponi, cere, cosmetici, detersivi (totalmente biodegradabili), lubrificanti di vario tipo addirittura per i preservativi.

Carta di qualità, meglio che disboscareCon la canapa si può fabbricare carta di alta qualità, sottile e resistente. Grazie alla bassa percentuale di lignina rispetto al legno degli alberi, non è necessario impiegare i composti chimici ad alto impatto ambientale come quelli necessari per ottenere la carta dai boschi tradizionali. 

Plastica degradabileL’elevata presenza di cellulosa garantisce, previo un processo di polimerizzazione, materiali plastici pienamente degradabili che possono essere impiegati per imballaggi o isolanti.

Petrolio verde – La canapa, per la sua alta resa in massa vegetale, è considerata anche la pianta ideale per la produzione di combustibili da biomassa in sostituzione ai prodotti petroliferi. Bruciare combustibili da biomassa al posto del petrolio non fa aumentare l’effetto serra. Infatti l’anidride carbonica viene prima sottratta all’atmosfera durante la crescita della pianta, poi restituita al momento della combustione. In questo modo la quantità di anidride carbonica dell’atmosfera non aumenta, contrariamente a quello che avviene se si bruciano idrocarburi fossili.

Henry Ford nel 1930 ha progettato un prototipo di automobile per il 70% costruita di canapa: carrozzeria, interni, vetri e anche il carburante che la faceva muovere.

Fitodepurazione, il caso dell’Ilva – In pieno sviluppo è anche il settore dell’utilizzo della canapa in processi di fitodepurazione (disinquinamento) nei terreni con presenza di metalli pesanti, poiché la pianta fissa queste sostanze nelle foglie, rendendo comunque utilizzabile la fibra. Un esempio è quello della diossina dell’Ilva di Taranto: un agricoltore ha avuto miglioramenti nei propri suoli inquinati grazie alla coltivazione della canapa

Boom  negli States – Interessi legali e concreti ci sono per questa coltura. Chissà se anche in Italia si svilupperanno le iniziative che stanno nascendo in Arizona, California, Nevada, Maine e Massachusetts per promuovere business nei diversi settori che utilizzano la cannabis non ‘in nero’?!

Italia, nuovo interesse – Negli ultimi anni stiamo assistendo a un nuovo interesse per la canapa.

I numeri parlano: Assocanapa  Associazione per il coordinamento nazionale per la canapicoltura) conta 321 soci e le aziende agricole o altre realtà produttive che fanno riferimento ad Assocanapa sono circa 700

Website Comments

  1. Giovanna
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    Gentile Laura,
    grazie infinite per la risposta.
    Parlando con una mia amica ammalata di sclerosi multipla del suo articolo sulla cannabis, mi ha detto che lei ha saputo che alcuni malati si curano con questa pianta.
    Dove posso trovare informazioni su questo argomento?
    Buona serata
    Giovanna

  2. Laura
    Rispondi

    Gentile Giovanna,
    io le consiglio di rivolgersi ad Assocanapa. Le daranno informazioni sul reperimento del seme, sulle pratiche agronomiche appropriate, sul conferimento del prodotto e sui permessi per coltivare la canapa.
    Riguardo le malattie, questa è una specie molto rustica che in genere non soffre di particolari patologie. Le segnalo però la sensibilità della cannabis a essere infestata da orobanche che ultimamente si sta diffondendo in Puglia su pomodoro e camomilla.

    Cordiali saluti
    Laura Frabboni

  3. Giovanna
    Rispondi

    Egregia Laura,
    sono una imprenditrice agricola delle Marche. E’ da diversi anni che vorrei tentare a coltivare canapa e ritengo il suo articolo sia molto interessante.
    Vorrei sapere a chi mi consiglia di rivolgermi per il seme, la coltivazione e il conferimento del prodotto?
    Lei sa se la canapa soffre di qualche malattia particolare?
    La ringrazio in anticipo
    Giovanna

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