Sono le parole di Claudia, affetta da sclerosi multipla e fibromialgia. Prima di iniziare ad assumere preparati a base di cannabis era costretta a ingoiare un mix di medicine: antidolorifici,  miorilassanti,  antidepressivi,  ecc…

Claudia è intervenuta al convegno “Cannabis Terapeutica e Dolore Cronico – Capire, conoscere, trattare” organizzato a Bologna dall’Associazione malati reumatici Emilia-Romagna (AMRER).

La vita fra il letto e il divano

“Da quando ho iniziato a curarmi con il Bedrocan (farmaco a base di Cannabis, ora sono passata all’FM2) sono tornata a vivere, prima sopravvivevo: la mia giornata era fra il letto e il divano (quando riuscivo ad arrivarci). Con i preparati a base di Cannabis ho eliminato: tutte le medicine che prendevo, gli innumerevoli sintomi della sclerosi multipla, i terribili dolori dovuti alla fibromialgia e la “depressione” che accompagnava le mie giornate nei momenti peggiori ” spiega Claudia.

bedrocan FM2

Claudia, come Elisabetta e molti altri pazienti ora in cura con i preparati a base di fitocannabinoidi, ha iniziato documentandosi da sola. Ha letto, studiato e valutato le possibilità di assunzione dei principi attivi benèfici della cannabis, confrontandosi con medici e farmacisti specializzati. Oggi, grazie alle 18 gocce di FM2 (farmaco simile al Bediol, ma prodotto dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze) che assume al giorno, la sua vita va molto oltre il divano.

Fondamentale la triangolazione paziente/medico/farmacista

In questo settore la “triangolazione” paziente/medico/farmacista è fondamentale per riuscire a fare goal (come hanno spiegato gli esperti del settore presenti al convegno) e il goal, in questo caso, è la salute del paziente.

Non tutte le farmacie sono in grado di realizzare farmaci e preparazioni galeniche a base di cannabis, nonostante sia presente una sufficiente letteratura scientifica accreditata che ne sostiene l’effetto benefico su:

  • sclerosi multipla,
  • inappetenza,
  • vomito e nausea causati dalla chemioterapia o dal HIV,
  • glaucoma,
  • trattamento del dolore oncologico e neuropatico,
  • morbo di Chron,
  • epilessia,
  • fibromialgia,
  • Parkinson e altre.

“Per quanto riguarda la fibromialgia – spiega Marco Bertolotto della USL 2 Terapia Antalgica di Savona – alcune pubblicazioni del 2016 documentano che, su 1500 pazienti, il 90% ha tratto benefici dall’assunzione di fitocannabinoidi. Il motivo è spiegato dal fatto che questa sindrome è dovuta a un deficit del sistema endocannabinoide del nostro corpo“.

Le preparazioni galeniche a base di cannabis più diffuse sono:

Poca informazione, rischio errori di assunzione

Il settore è ancora poco conosciuto in Italia, la mancanza di informazione spesso può portare a errori nell’assunzione. Ad esempio: molti principi attivi della cannabis sono lipofili (grassi), mentre l’acqua è un solvente idrofilo (acquoso) quindi non è adatto a solubilizzare e a estrarre i cannabinoidi, anche se una parte esce comunque dall’infiorescenza per questioni fisiche di osmosi e rimane sospesa in acqua. Quindi: assumendo i fitocannabinoidi per infuso o decotto in acqua si perde buona parte dell’efficacia del farmaco. In questo caso è consigliato aggiungere latte.

Mai perdere la speranza

Claudia, Elisabetta e tanti altri pazienti che oggi utilizzano fitocannabinoidi sono venuti a conoscenza di informazioni preziose o escamotage relativi all’assunzione di questi preparati, grazie alla tenacia, alla forza, alla speranza che non hanno mai perso nonostante le difficoltà burocratiche o le pellegrinazioni verso studi medici o ospedali di altre città.

 

Per saperne di più:

http://www.amrer.it/

http://www.cannabistherapyinstitute.com/

http://www.medicalcannabis.it/

www.lapiantiamo.it

SCARICA GRATIS: Tutti i colori della mia vita  (2016) di Claudia Facchinetti (scritto prima di assumere fitocannabinoidi)

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