CAFFè SCORRETTO

 
 Riflessioni, semiserie, su stili di vita e sintomi di benessere (e malessere) quotidiani

Intervista a un melograno che si crede melagrana

Signor melograno, ha visto che bel mese di ottobre ci ha regalato il 2019? Mi scusi, cerchi per una volta di non essere superficiale. Si sta rivolgendo a me, cioè al frutto o all’albero che mi sostiene? Sto parlando con lei, il frutto Allora faccia uno sforzo e mi chiami signora melagrana, perché il melograno è, appunto,

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Facciamoci una pera, l’intervista impossibile

Salve signorina pera, sono qui per quell’intervista: si ricorda? Certo che me ne ricordo. Anche se sPERAvo che lei se ne fosse dimenticato. Questo, per noi pere, è un periodo molto impegnativo e non abbiamo tempo da perdere. Non si preoccupi, vedrà che sarà una cosa rapida e divertente RomPERE le scatole altrui non è mai molto divertente.

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Intervista a un caco. Non cacofonica

Buongiorno signor caco, sono qui per farle un’intervista. Che ne dice? Le dico che sono ormai rassegnato. Ma, come lei naturalmente non saprà, noi siamo una delle 12 piante sopravvissute all’esplosione atomica di Nagasaki del 1945. Per questa ragione ci chiamiamo anche “albero della pace”. Se abbiamo resistito a quell’inferno, dovremmo resistere anche a questa

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Uno zuccone intervista una zucca

Buongiorno zucca, come va questo autunno 2019? Giornalisti e scocciatori a parte, abbastanza bene. Del resto noi siamo il frutto autunnale per eccellenza. Anzi, direi proprio, senza presunzione, che siamo le regine d’autunno. E poi, il nostro allegro color arancione, aiuta a vedere la vita con ottimismo perfino avendo lei tra i piedi. O meglio,

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Intervista a una castagna. Signora o signorina?

Buongiorno castagna. Come la debbo chiamare: signora o signorina? Se me lo avesse chiesto pochi minuti fa, le avrei risposto signora, ma adesso che sono caduta dall’albero e il mio riccio protettivo si è rotto, sono diventata signorina. Il riccio, per noi castagne, è una specie di marito. L’albero da cui è caduta è davvero

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Intervista (non del cavolo) a un cavolo

Buongiorno signor cavolo, perché ha tanto insistito per fare questa intervista proprio alle 16.30? Per sfatare un luogo comune.    Mi scusi sa, ma non capisco il senso. Questa è l’ora classica della merenda. I cavoli… Che bravo! Non ci avrei mai pensato. Lei, dicendo questo, dimostra che abbiamo sfatato anche un secondo luogo comune

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Intervista a un cocomero. Anzi a un’anguria

 Salve signor cocomero, come va? Veramente io sono una signorina e mi chiamo anguria.    Mi scusi, non mi ero accorto. Con tutte queste foglie… Ma quali foglie! Qui siamo al Nord e ci chiamiamo angurie. Si informi.  Lo farò, ma torniamo al “come va”? Come lei dovrebbe sapere, durante la stagione estiva diamo il

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Canta che ti passa

“Canta che ti passa” è una delle frasi celebri meno vere che si conoscono Più spesso, al contrario, quella che ti passa è proprio la voglia di cantare. Basta guardarsi un po’ attorno. Comunque sia, abbiamo cercato (per lo più) di giocare coi titoli di alcune canzoni (non tutte famose), titoli in sequenza per comporre

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Strane coppie di città (italiane)

Le città italiane, specialmente (ma non esclusivamente) quelle più importanti, sono cariche di storia, simboli, dialetti, cibi. E, soprattutto, di persone e di problemi, a volte tragici, ad esse legati. Tutto questo, a noi pare, contribuisce a determinare una sorta di “carattere” delle città italiane. Ognuno diverso dall’altro, ma non opposti. Anzi, a guardarli da

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