Le erbe selvatiche riscontrano crescenti interessi di diversa natura: ricerca del genuino, recupero di saperi tradizionali, ricerca scientifica.

Può dirsi superato quel retaggio culturale che associa le erbe selvatiche a tempi brutti? O bisogna aspettare sempre i momenti critici perché possa riaffiorare l’esigenza di recuperare almeno qualcosa di quelle conoscenze dimenticate?

Sarajevo, come sopravvivere con le specie selvatiche – Nei 1.430 giorni di assedio di Sarajevo durante l’aggressione sulla Bosnia-Erzegovina (1992-1995) è stato predisposto un programma di sopravvivenza basato sulle piante selvatiche. Si è prodotta una lista di specie selvatiche (91 specie tra erbe e funghi) che sono state utilizzate dal 55% della popolazione residenziale e, in massima parte, dai rifugiati.

Cibi-medicina, non solo gusto e sapore – Sono solo saporite e gustose le erbe selvatiche? O vi è dell’altro? Diverse specie sono oggi oggetto di ricerche per indagare sulle loro proprietà salutistiche. Queste ricerche ci dicono, ad esempio, che

le nostre erbe contengono concentrazioni di sali minerali, vitamine di tipo A e C, proteine e fibre in quantità maggiore rispetto agli ortaggi coltivati.

 

Le erbe selvatiche sono particolarmente ricche di acido alfa-linolenico, antiossidanti.

In diversi casi, il contenuto di questi ultimi è migliore di quelli di radicchio rosso e mirtillo, che ne sono, nel caso di frutta e verdura, tra le più ricche. Si configurano pertanto come degli autentici cibi-medicina, chiave di volta della contemporanea e tanto discussa Nutraceutica.

Nel solco della ricerca etnobotanica. Indaghiamo tutta la regione Puglia per comprendere fino in fondo il legame delle erbe selvatiche con le diverse “terre” di Puglia (di prossima pubblicazione); sta emergendo una incredibile diversità di specie utilizzate, di livelli d’uso e soprattutto di modalità di preparazioni culinarie.

La vera Dieta mediterranea -Nello stesso tempo è evidente il ruolo cruciale che le erbe selvatiche hanno ancora oggi nella dieta mediterranea, aspetto sempre trascurato in questa dieta che normalmente si semplifica in olio, pane e verdure. Ebbene in queste “verdure” almeno in Puglia, tra le regioni europee in cui la dieta mediterranea è ancora viva,  vi sono state e vi sono tutt’oggi erbe selvatiche

Bibliografia citata

– Biscotti N., 2012, Botanica delle erbe eduli. Peregrinazioni fitoalimurgiche dal Gargano alle Puglie, Centro Grafico Francescano, Foggia.

– Biscotti N., Pieroni A., 2015 – The hidden Mediterranean diet: wild vegetables traditionally gathered and consumed in the Gargano area, Apulia, SE Italy, Acta Soc Bot Pol 84(3):327–338

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