Sempre più di tendenza fra i millenial, si va diffondendo ovunque. I fusilli (e la pasta) gluten free sono per chi sceglie le proteine

Sarà scotta? Insapore? Strana?  Di tendenza, sicuro.

Perché è pasta proteica, fatta con proteine di origine vegetale (non con la farina di grano duro). Piaciuta prima ai millennial  si va diffondendo su tutte le tavole.

Ci sono inciampata per caso al Sana. Era uno show cooking a base di fusilli proteici fatti con farina di legumi. Due tipi, fagioli verdi Mung Bio e ceci bio. fusilli proteici

Sapessi come è strano….perchè non so (né amo) cucinare.  Confesso che non sono nemmeno vegana o vegetariana. Nè fanatica del gluten-free. Nemmeno food blogger. Ovviamente.

Eppure sì, questa pasta è buona. Si chiama Felicia Bio e fa parte di un’intera linea di legumi, biologici e  gluten free

“Completate la cottura dei fusilli nel tegame dove avete cotto le verdure (peperoni o zucchine)” ha suggerito lo chef. Ci ho provato a casa con le zucchine: una ricetta semplice, con pochi ingredienti (meno male!). Per i gourmet ce ne sono tante: andare sul sito per credere. E funziona. È rimasta al dente.

Ho risparmiato qualche carboidrato. Non guasta.

C’è di più. La nutraceutica, il cibo che cura, non è solo delle multinazionali. Infatti il produttore è pugliese e si chiama Andriani  . Dichiara che pasta Felicia (mais, riso, grano saraceno, lenticchie e non solo), oltre che gluten free e biologica, è:

  •    ogm free
  •    senza amidi aggiunti
  •   prodotta in uno stabilimento tutto dedicato al gluten free dove non si utilizzano allergeni (uova, latte, lattosio, soia ecc.).

E porta un po’ di etica nel piatto. Un cibo sano risponde a qualche domanda a lungo termine sulla società e l’ambiente.

  • È bello che l’origine sia italiana (pugliese in questo caso),
  • che dia da mangiare (reddito) a contadini italiani. Produttori di un made in Italy che spesso  li lascia con i conti in rosso: grano duro (per la pasta) e pomodoro (per i condimenti)
  • che metta in rete (la cosiddetta filiera) contadini, ricercatori e trasformatori per un progetto leguminose tecnologicamente avanzato e sostenibile.

Bene per la salute, bene per il territorio, bene per chi ci vive.

 

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