La felicità è una dimensione fisica

Se partecipate a un laboratorio teatrale fate un sacco di ginnastica.

Cosa succede in una lezione tipo?

Correte, saltate, strillate, usate la voce in ogni modo, vi irrigidite, vi rilassate, cadete a terra e vi rialzate. Camminante a gambe dritte, piegate, semipiegate, all’indietro, di lato; muovete le mani e il corpo velocemente, lentamente e con movimenti arrotondati, poi magari ad occhi chiusi…

Correte per tutto lo spazio dato cercando di non urtare gli altri che corrono come voi oppure…cercate apposta di toccarli o urtarli…e via così.

A cosa fa bene tutto questo?

Di solito si pensa che il teatro sia una dimensione espressiva. Sì, va bene, ma è espressiva perché È FISICA.

Ne traggono beneficio:

  • Apparato cardio-circolatorio (cuore e circolazione sanguigna, valori pressori)
  • Apparato respiratorio (a teatro si corre, si cammina si parla e si respira molto)
  • Apparato muscolare: tutti i muscoli lavorano in tonicità ed elasticità
  • Apparato articolare (ginocchia, spalle, colonna vertebrale e tutto ciò che nel corpo si articola)
  • Dispendio energetico (le calorie volano via)
  • Produzione di endorfine (si è più felici)

Fin qui abbiamo considerato il corpo fisico (braccia, gambe piedi etc).

Ma c’è anche il corpo cerebrale e cerebellare, cosa sono?

Sono tutti quei circuiti che stanno dentro e fra cervello e cervelletto e che si accordano fra loro per arrivare a produrre dei movimenti prima pensati, poi immaginati, poi eseguiti senza pensarci, perché è il corpo che ci pensa. Il corpo pensa sè stesso ed esegue. E più si allena, più è bravo. E più è bravo e più è, in qualche modo, contento.

Tecnicamente in questo settore traggono beneficio soprattutto quelle capacità che si chiamano coordinazione e orientamento spazio-temporale.

Vediamo come in un’ipotetica lezione di base

Siete in una stanza con altre persone. Muovete contemporaneamente, o quasi, una ventina o trentina di muscoli e relative articolazioni, (per questo basta muovere un braccio e una gamba insieme) facendolo prima in modo segmentario, poi aggiungendo segmento a segmento fino a coinvolgerne il più possibile e muovere quasi tutto il corpo (abbiamo circa 600 muscoli quindi avete un sacco di materiale a cui attingere). Poi aggiungete la voce, emettendo suoni, come per esempio vocali prolungate, e intanto andate in giro (ad occhi chiusi) per una stanza piena di altri corpi che fanno la stessa cosa e un po’ alla volta, in modo naturale, prendete un certo ritmo collettivo. Dopo una ventina di minuti state facendo una danza che sembra prodotta da un corpo unico.

Tutto questo fa sentire molto bene. Quasi, appunto, felici.

A farlo da soli a casa, si perde l’effetto corale, forse una parte della dimensione primordiale, ma non si perde tutto.  Si può provare. Al massimo avrete fatto un po’ di semplice ginnastica.

A casa, 1° lezione individuale

Potete fare l’esercizio usando della musica di sottofondo, certo, ma la prima volta consiglio di eseguire il tutto in silenzio.

In tuta, nella stanza della casa dove state più comodi, cominciate a muovere un braccio, a farlo roteare, girare, alzare e scendere e seguitelo col resto del corpo, un po’ alla volta inserendo nel movimento la spalla, poi l’altra e l’altro braccio a seguire, poi la schiena e la pancia cercando di inserire movimenti rotatori.

Poi cominciate a muovere anche il bacino e le gambe, poi il piede destro e quello sinistro.  Tenete duro per 10 minuti, cercando progressivamente di coinvolgere tutto il corpo e di muovere tutto quasi contemporaneamente. Inserite delle variazioni nel muovere ogni arto concentrandovi da capo sui vari segmenti che avete attivato, ripercorrendo mentalmente le singole parti . Per concludere, piano piano rallentate il movimento di ogni segmento fino a fermarvi.

Per cominciare basta, vediamo come va. Con questo esercizio avete già cominciato un buon allenamento.

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