Per dare protagonismo cognitivo alla filiera/didattica suggeriamo di fissare (con un registratore) un campionario di repertori orali raccolti nei sentieri ecologici da riascoltare, successivamente, nell’aula/classe.photo-

Siamo al cospetto di un bottino linguistico (brani di comunicazione verbale tra allievi e mondo naturale) che si    converte in una cassettiera di oralità saporita dalla quale prelevare “giochi” di deformazione/riparazione delle frasi nucleari che hanno interessato e coinvolto, cognitivamente e/o emotivamente, gli allievi.

Così, invertendo i segni in catena di frasi nucleari (la scrittura implica una serie logica di morfemi in successione) si ottengono discorsi “mostri” che stimolano all’immediato gioco della riparazione strutturale del pensiero.

Così pure, l’accordo-disaccordo morfologico di spezzoni di frasi registrate nell’ambiente extramoenia. In questi brani occasionali di comunicazione verbale vanno inserite parole “casuali” che fungono da intruse.

Si tratta di disseminare nella singola frase alcune mine sintattico/grammaticali allo scopo di stimolare l’allievo a scoprire gli “assurdi” presenti nei brani linguistici analizzati.

L’alfabetiere/ambiente fornisce la massima espansione del vocabolario d’uso quotidiano dell’infanzia.

Perché la fa giocare al riconoscimento di frammenti del proprio contesto di vita sociale (oggetti esposti nelle vetrine, immagini presenti nelle strade, strumenti del lavoro artigianale e commerciale, mezzi di comunicazione et al) e di vita naturale (fiori, frutti, prati, animali, prodotti agricoli et al).photo-

Peraltro, la competenza linguistica non può essere rinchiusa nel solo cassetto del vocabolario, dal momento che è anche capacità di usare, in forme diverse, le strutture sintattico-grammaticali del lessico quotidiano.

Si è detto. Il territorio sociale e naturale adiacente alla Scuola si offre da potenziale quaderno a quadretti.

Una strada come un prato, un supermarket come un bosco si propongono agli occhi delle bambine e dei bambini da altrettanti blocchi logici, da strutture multibase mediante le quali proficuamente svolgere giochi di classificazione-seriazione-combinazione.

Questo, il loro pregio. Mentre i materiali didattici seriali (sequenze algoritmiche in slide, in power-point et al.) si consumano in tempi cognitivi brevi, essendo codici elettronici prestampati, da parte loro i materiali didattici non/ strutturati (raccolti nel territorio) si consumano in tempi cognitivi lunghi per via della loro modularità e plasticità,  nonché del loro respiro sociale che mai si coniuga con il didatticismo artificiale che ricopre inevitabilmente il materiale strutturato da banco.

Un’attenzione ancora. L’anno 2017 alle porte deve sapere voltarsi indietro. E filmare alcuni paesaggi tragici di un Ventesimo secolo tramontato da oltre tre lustri. Soprattutto, non dimenticare i tam tam che a lungo hanno annunciato la fragorosa caduta dei grandi monoliti ideologici del Novecento.A photo by Christopher Sardegna. unsplash.com/photos/iRyGmA_no2Q

Di qui l’auspicio che l’anno a venire vada agli archivi quale stagione del “diluvio” di conoscenze collettive capaci di progettare una società complessa e in trasformazione nel segno della libertà, dell’uguaglianza e della pace.

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