Previene le malattie cardiovascolari, ma solo se sei ricco e istruito. Uno studio italiano

La dieta mediterranea riduce il rischio di patologie cardiovascolari, ma a parità di consumi, solo

  • nelle persone con un livello di istruzione elevato
  • con un reddito più elevato.
  • nessun beneficio significativo invece  fra le classi sociali più deboli.

È il risultato di una ricerca condotta dall’Istituto neurologico mediteranneo Neuromed  e pubblicata sulla rivista International Journal of Epidemiology

Molise, laboratorio a cielo aperto molise rocchetta volturno

La ricerca è stata condotta nell’ambito dello studio Moli-sani  che coinvolge 25mila abitanti del Molise (obiettivo: individuare cause genetiche e ambientali di tumori, malattie cardiovascolari e degenerative):

  • è durata dal 2005 al 2010
  • condotta su un campione di 18.000 adulti di oltre 35 anni

Sul totale del campione, 5250 individui hanno avuto episodi di problemi vascolari e, nei casi più gravi, anche di infarto.

Questione di varietà e qualitàolio di oliva bottiglia

Secondo i ricercatori  la dieta degli individui abbienti è:

  • più ricca di antiossidanti e polifenoli,
  • più varia in quantità e qualità per frutta e verdure consumate.

Non è così strano: un olio d’oliva che costa 2-3 euro al litro non ha le stesse proprietà nutrizionali di uno da 10 euro.

Cosa vuol istruzione elevata

  • maggiore conoscenza dei cibi e delle loro proprietà,
  • dei metodi di cottura più salutari
  • un attento consumo.

Salute, sintomo di disparità sociali

Vuol dire, ad esempio, che i cittadini più deboli acquistano o consumano alimenti mediterranei con un valore nutrizionale inferiore.

Il monito dei ricercatori: “Le disparità socioeconomiche in salute stanno crescendo anche nell’accesso a diete sane. I nostri risultati dovrebbero promuovere una seria considerazione di questo scenario”

 

Website Comments

  1. Elisabetta Frascaroli
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    Molto interessante. Ma oltre la dieta l’appartenenza a classi di reddito e cultura piu’ elevate potrebbe influenzare anche altri fattori, come “meno fatica-stress”, “cure mediche migliori”, “piu’ soddisfazione nel cibo (e quindi minori quantita)” ecc ecc

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