Le intolleranze alimentari sono soprattutto una moda? E l’olio di palma è un falso problema? La dieta ideale esiste? Le risposte al nuovo evento sul cibo ideato a Mantova

Mantova Food&Science festival ha parlato di cibo. Per sfatare qualche luogo comune. Perché più passa il tempo, più se ne parla (tanto, tantissimo) e più cresce il nostro bisogno di chiarezza. E nemmeno la scienza, da sola, può bastare. Ecco la cronaca dell’incontro su diete e alimentazione.

La premessa: “Il rapporto con il cibo non è solo una Cosa scientifica” spiega  Jacopo Loredan il direttore di Focus, mensile che ha collaborato all’organizzazione dell’incontro. E avvia il botta e risposta con tre esperti dai lunghi curriculum: Renato Bruni, professore di botanica/biologica farmaceutica a Parma; Lucilla Titta, coordinatrice del progetto Smart Food e autrice di libri di successo; Amelia Beltramini, giornalista di Focus.

La flora microbica non è uguale per tutti

Bruni: non siamo tutti uguali e gli alimenti vengono assimilati in modo diverso a seconda delle persone. Come facciamo a sapere che tipo di flora intestinale abbiamo? Non è facile saperlo ed è questo il limite degli integratori. Non ci resta che…provare.

Provare, ma con un occhio critico anche verso il bombardamento quotidiano dei  risultati della ricerca. Sono influenzati da tanti fattori. Due di questi sono:

  • la nazione in cui sono condotte le prove
  • la dieta seguita dal campione utilizzato.

Intolleranze alimentari, moda o falsa verità? tagliatelle

Titta – Gli ultimi anni sono stati segnati da un boom di intolleranze. Ma non tutte sono frutto di diagnosi corrette.

  • celiachia o intolleranza al lattosio possono senz’altro essere diagnosticati a differenza del passato
  • i test su altre intolleranze non hanno basi scientifiche. Occhio alle bufale
  • Il consiglio? Far riferimento alla società italiana di allergologia che si è pronunciata in modo chiaro sul tema.

Caccia alle informazioni online, occhio alle fonti

Beltramini – Tutti ci cascano, tanti siti rispondono. Ma l’unico modo per trovare in rete consigli alimentari attendibili è uno solo: fonti istituzionali: ministeri, centri di ricerca riconosciuti, centri esteri. Ad esempio:

  • Inran-Cra
  • Società italiana di nutrizione…con un suggerimento: meglio i dati più vecchi

Carnivori o vegetariani?

Titta – …Dipende. Non si può dire nulla di assoluto. Vediamo cosa dice lo Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro:

  • chi mangia carne conservata (es. salumi, carne in scatola) tutti i giorni aumenta il rischio di tumore al colon.
  • perché aumenta il rischio? Qual è il meccanismo? Non si sa.
  • qual è la dose consigliata di carne rossa (manzo, maiale, agnello)? Sotto i 500 grammi alla settimana non vi è rischio per la salute.

Dieta Mediterranea, qualcosa è cambiato

Bruni – la grossa fatica, l’errore, è che cerchiamo sempre UN responsabile.

Dovremmo invece e sempre tener conto della dieta complessiva (peraltro mai fissa o immutabile).

Prendiamo quella mediterranea. In quella originaria, quella dell’isola di Creta, vi erano molte più piante spontanee. Oggi sono state eliminate perché in genere sono amare, pungenti (buon segno) e noi premiamo i sapori dolci in frutta e verdura! Ma nel passato, quando magari nell’orto non c’era nulla, si utilizzavano le piante spontanee in cucina. 

Olio di palma, il problema sono i grassi saturipalma

Titta – L’olio di palma, molto utilizzato nei farinacei (biscotti, cracker, grissini), è molto ricco in grassi saturi così come il burro o i formaggi stagionati.

  • Un’alimentazione con un apporto di grassi saturi molto elevato non è salutare.
  • Vuol dire che non vanno consumati tutti i giorni a differenza di prodotti come olio di oliva, frutta a guscio e pesce che sono invece ricchi di grassi mono e polinsaturi.

Bruni – il contesto: una volta i biscotti erano fatti con il burro. Ma poi…

Dopo i primi studi sugli effetti dannosi dell’eccesso di burro, siamo passati ai biscotti a base di margarine: mantenevano la fragranza, erano meno costose, ma a base di grassi idrogenati quindi peggio.

Nuovi studi, nuova sostituzione: dai grassi idrogenati all’olio di palma. Se adesso continuiamo con la guerra all’olio di palma passeremo a quello di cocco che pure contiene grassi saturi e ripropone lo stesso problema ambientale dell’olio di palma: grandi piantagioni distrutte.

Ecco perché il problema è QUANTI grassi saturi mangiamo, non l’olio di palma.

Integratori questi sconosciuti palestrato

Bruni – piccola premessa, cosa sono gli integratori?

  • Sostanze che fanno già parte della nostra dieta (vitamine, minerali, acidi grassi insaturi, fibre vegetali ecc) e vengono fornite in forma concentrata
  • Estratti di piante che apportano qualcosa che nella dieta non c’è.

Dov’è il problema? Le aziende che vendono gli integratori possono lasciar intendere che apportano benefici senza la necessità provarli (a differenza dei farmaci la cui approvazione richiede diverse prove scientifiche e l’autorizzazione di un’agenzia per il farmaco).

  • Possono quindi avere i dosaggi più disparati il che significa efficacia diversa
  • In campo sportivo esistono poche evidenze di effetti sulle performance
  • Nella  cosmesi esiste una forte pressione a lanciare prodotti nuovi, ma meno a presentare prove scientifiche: costano più del marketing.
  • Nella normale alimentazione e per piccole disfunzioni fisiologiche esistono poche informazioni, ma pare ad es. che sia meglio mangiare direttamente i mirtilli piuttosto che un integratore a base di mirtilli

La morale è: meglio adottare buone abitudini alimentari.

Superfood,  un’invenzione del marketing

Bruni – Superfood? Non esiste una definizione legale. Sono un’idea di marketing. Cosa sono i superfood?

  • Frutti di una pianta non comunemente utilizzata che contiene ad elevate concentrazioni certe sostanze ad es. vitamine, polifenoli. Sostanze peraltro presenti anche in altri frutti. E quindi?
  • Stimolano un certo bisogno di esotico
  • Stimolano il nostro bisogno di autoricompensa…costano infatti di più.

Gli alimenti non curano i tumori, ma….

Titta – tra i fattori ambientali, l’alimentazione è il più potente per l’impatto che ha sulla salute.

Poco o nulla si può dire di proprietà curative. Ma l’alimentazione può fare molto nel senso di:

  • Ridurre il rischio che le malattie si ripresentino
  • Ridurre gli effetti collaterali delle terapie farmacologiche
  • Quindi è importantissima durante le cure.

Non abbiate paura del latte, semmai dell’alcool

energy drink

Titta – non esistono prove che il consumo quotidiano di latte vaccino provochi tumori. Anzi, eserciterebbe una debole protezione contro i tumori del colon.

Bruni – si è fatto molto allarmismo sui rischi del consumo del latte, ma analoghi segnali non sono venuti per il consumo di alcool, sostanza molto più pericolosa di prodotti quali zucchero, latte, farina raffinata.

Ad esempio, l’alcol è l’unico fattore di rischio per il tumore al seno.

 

Mantova Food&Science festival è stato promosso da Confagricoltura Mantova, ideato da FRAME e organizzato da Mantova Agricola.

 

Website Comments

  1. Sandrino
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    Dopo la valanga di integratori alimentari che con la loro pubblicità inondano la rete ma anche la stampa cartacea delle riviste popolari come Famiglia Cristiana e tutti i settimanali gossip, e dopo la crescita delle intolleranze alimentari di ogni sorta, ecco una parola chiara e scientifica. Si dovrebbe dare sempre più spazio a queste discussioni che sono le uniche che aiutano veramente i consumatori. Quello che manca da noi è una vera educazione alimentare che deve iniziare nella scuola e proseguire a tutti i livelli e in tutte le sedi.

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