Come trovare il benessere attraverso la scrittura, conforto naturale per l’anima secondo gli antichi Greci

Mai sentito parlare di scrittura terapeutica? Di medicina narrativa?  è un  viaggio interiore per ascoltarsi e conoscersi meglio.
Può divenire aiuto fondamentale

  • per chi è alla ricerca di un migliore equilibrio interiore
  • per acquisire una maggior consapevolezza verso le cose del mondo.

Sin dall’Antica Grecia, la scrittura ha rappresentato un “conforto naturale per l’anima”, di grande beneficio per il benessere fisico e psichico. Come ricorda Oliver Sacks: “la scrittura è agente di cambiamento potente come la selezione naturale”.

Potere benefico della medicina narrativa

Da sempre la scrittura ha rappresentato un atto consolatorio e di grande potere benefico in grado di sostenere le persone in momenti particolarmente delicati della propria vita.

Ne sono un esempio le tantissime e stupende pagine scritte nel corso della loro esistenza da Cristoforo Colombo, Carl Jung, Anna Frank e tanti altri.

La scrittrice Miriam Torws era stata devastata dal dolore per il suicidio della sorella Marjorie e dal senso di colpa per non  averla aiutata a morire. Ha trascorso due anni di vuoto prima di sentire l’urgenza di dare una forma narrativa al proprio dolore: “Ho capito che scrivere è l’unico modo per dare un senso alle cose che le sono successe. È  una questione di sopravvivenza”.

È la filosofia del mio libro “Parole evolute – esperienze e tecniche di scrittura terapeutica”

Gli altri libri che ho scritto sulla stessa ricerca sono nati tutti dalla rivolta al mio dramma personale di una sconvolgente malattia oncologica che mi ha portata a diventare Counselor Trainer e docente di corsi di scrittura terapeutica: un metodo di scrittura autobiografica per conoscersi a fondo in un percorso di riconciliazione con sè stessi.

Scrittura terapeutica: perché e come aiuta

La scrittura è terapeutica perché aiuta a:

  • elaborare la sofferenza nei suoi diversi gradi
  • superare quei traumi che molti portano sul proprio corpo come stigmate,
  • risolvere conflitti radicati nella cattiva gestione dell’affettività
  • riconoscere e superare vecchi e nuovi sensi di colpa.

Il libro Parole evolute si basa su una solida formazione scientifica supportata dalle testimonianze di lettere scritte dai partecipanti a miei  gruppi di scrittura.

Sono lettere indirizzate a vari interlocutori come il padre e la madre, il compagno o la compagna; ai figli o a un amico. Oppure a sé stessi in un processo di autenticità e di verità che consenta di riprendere in mano la propria storia. Il fine è costruire o ristabilire un dialogo fra chi scrive e l’interlocutore, capace di sciogliere i nodi e le “separatezze” costruite nel tempo.

Primo, accettare sé stessi, perdonarsi e amarsi

Per far questo il primo importantissimo passo da fare è accettare sé stessi, perdonarsi e amarsi. In questa chiave, la scrittura terapeutica è una disciplina introspettiva tendente all’autocura per quella componente di antidepressione ed antistress che contiene.

Una forma di ricerca che, paradossalmente, quanto più scava nell’interiorità tanto più apre un modo nuovo di intendere sé stessi e le relazioni intraprese o perfino la realtà da affrontare.

Medicina narrativa, un farmaco utile

Questo metodo di scrittura in campo medico viene definito “terapia coadiuvante” da prescrivere accanto a quella farmacologica per il valido aiuto psicologico che fornisce al paziente.

Il termine stesso di “medicina narrativa” della parola scritta intesa come farmaco utile, della scrittura come cura trova sempre più ampia diffusione. Una materia di confronto tra saperi e competenze convergenti sul soggetto umano.

Per saperne di più, vedi gli appuntamenti a Book city  

 

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