Malumore e depressione? Meglio non cuocere. Con qualche importante eccezione…

Vuoi difendere il tuo buonumore contro stress e depressione? Proteggere la tua salute mentale, evitando i farmaci?
La cura è semplice: frutta e verdura fresche e soprattutto non cotte. Sai già che sono ricche di micronutrienti. Fanno bene alla tua salute mentale, non solo a quella fisica.

I giovani sono più a rischio

Ma cuocere o trasformare (in scatola o surgelate) frutta e verdura vuol dire ridurre la biodisponibilità dei micronutrienti.
C’è lo studio che lo dimostra. Arriva da Otago, Nuova Zelanda, pubblicato su Frontiers in Psychology.
Lo studio riguarda i giovani. Un campione di

  • oltre 400 persone
  • dai 18 ai 25 anni (66% donne)
  • provenienti da Nuova Zelanda e Stati Uniti.

Perché i giovani? Consumano in genere meno frutta e verdura e sarebbero a più alto rischio di disturbi mentali. 

E non solo loro come dimostra l’avvento della psichiatria nutrizionale.

Quali sono i micronutrienti essenziali?

  • Vitamina C e carotenoidi fondamentali per proteggere il corpo dallo stress ossidativo, causa delle malattie neurodegenerative, delle malattie infiammatorie croniche, dell’aterosclerosi, di alcuni tumori e alcune forme di depressione.
  • Vitamine idrosolubili (vitamina C e vitamine B) e alcuni minerali (calcio, magnesio e zinco) sono importanti per il funzionamento cognitivo ed emozionale ottimale. Sono contenute in spinaci, peperoni e fagioli verdi: la cottura riduce la presenza.

Frutta e verdura crude: le migliori per la mente

I dieci migliori prodotti per la salute mentale sono carote, banane, mele, verdure a foglia verde scure (es. spinaci), pompelmi, lattuga, agrumi, frutti di bosco freschi, cetrioli e kiwi.

Qualche volta cuocere è meglio 

pomodoro

Dipende dal tipo di frutta o di verdura.

La cottura dei pomodori, ad esempio, aumenta la biodisponibilità  di licopene e antiossidanti. Ne avevamo già parlato.

All’opposto, cuocendo i broccoli si perdono molti nutrienti vitali.

Ma volendo conservare, c’è differenza: tempi di conservazione più lunghi per frutta e verdura in scatola possono ridurre la biodisponibilità dei nutrienti.

Siamo quello che mangiamo?

Insomma, siamo più che mai quello che mangiamo come disse il filosofo tedesco Feuerbach.

Oggi siamo anche quello che cuociamo, conserviamo, trasformiamo. C’è un mondo in gran parte da scoprire. Se ne hai voglia, leggi la ricchissima bibliografia dello studio

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