Il modo in cui le piante producono gli oli essenziali è estremamente affascinante e rimane, almeno in gran parte, un mistero.

L’anatomia delle piante è lo studio dei caratteri fisici, come le foglie, i fiori, i frutti, le radici, la forma e le dimensioni della pianta. Le differenze strutturali nell’anatomia delle piante formano la base della classificazione. Per determinare a quale famiglia appartiene una pianta è necessario esaminare forma, dimensione, orientamento e numero di strutture anatomiche. Variazioni nella struttura delle foglie, presenza o assenza di peli, differenti forme e colori dei fiori e così via segnano il genere della pianta.

Questi dati si riflettono sulla biogenesi degli oli essenziali.

Gli oli essenziali vengono prodotti da cellule altamente specializzate, che prendono il nome di cellule secretorie.

Queste cellule possono trovarsi in diverse porzioni della pianta e possono produrre oli essenziali diversi a seconda di dove sono localizzate.

cannellaLa cannella è un perfetto esempio, si conoscono almeno tre oli diversi:

  1. – quello estratto dalle radici,
  2. – quello estratto dalle foglie
  3. – quello dalla corteccia.

Normalmente le piante immagazzinano gli oli essenziali che producono in speciali strutture.

Alcuni esempi sono:

  • peli secretori
  • cellule secretorie all’interno dell’epidermide
  • speciali sacche costituite da diverse cellule secretorie che circondano uno spazio riempito di olio da cui partono diversi dotti.

I peli secretori sono rivolti verso l’esterno delle foglie e dei fiori e rilasciano facilmente l’olio essenziale. Hanno generalmente la funzione di attirare insetti e animali utili e di respingere predatori e insetti infestanti.

Sacche e dotti secretori sono generalmente all’interno delle strutture della pianta e hanno la funzione di proteggere da batteri, funghi ed erbivori.

Le cellule secretorie producono oli essenziali secondo i bisogni della pianta.

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