Eh già, anche nel mondo vegetale regnano le simpatie. Una pianta preferisce, o meno, germinare e/o crescere se “nei paraggi” è presente un’altra specie che è, o non è, di suo gradimento.

In gergo vegetale si chiama allelopatia, cioè l’inibizione della crescita delle piante da parte di altre piante vicine.

Come nascono queste simpatie? Molti organismi viventi, quali batteri, funghi, insetti, licheni e piante possono generare composti bioattivi. In generale, si tratta di metaboliti secondari o anche di semplici prodotti di scarto, non coinvolti nei processi metabolici principali. L’allelopatia spesso interviene in meccanismi di competizione con altre piante, proprio perché essendo bioattivi sono in grado di interferire con le reazioni biochimiche delle piante vicine (in maniera positiva o negativa).

Questo fenomeno, oltre a suscitare stupore fra i non addetti ai lavori, è molto interessante nel campo dei bioerbicidi.

Infatti queste interazioni chimiche consentono nuove potenzialità di gestione selettiva e biologica nel controllo delle infestanti attraverso la produzione e il rilascio di composti biodegradabili (allelochimici) da foglie, fiori, semi, fusti e radici sia da parti di pianta viva o in decomposizione. Insomma, si risparmia sull’utilizzo di agrofarmaci che possono determinare un elevato impatto ambientale.

La maggior parte degli inibitori della germinazione e della crescita sono composti fenolici o loro derivati, cumarine, flavonoidi, alcaloidi, cianoglicosidi, proteine e amminoacidi. A questa lista vanno aggiunti i monoterpenoidi che includono i terpeni volatili che sono i principali componenti degli oli essenziali ottenuti dalle piante officinali.

I monoterpenoidi quali canfora, 1,8-cineolo e alfa-pinene hanno dimostrato di essere inibitori della germinazione e della proliferazione cellulare agli apici meristematici della radice.

Molti oli essenziali possiedono queste capacità, in particolari quelli ricavati dalla famiglia delle Lamiaceae (che includono Origanum vulgare L. e Rosmarinus officinalis L.) e si stanno sperimentando come erbicidi naturali.

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