Dopo la demonizzazione sul consumo di olio di palma arriva la riabilitazione: secondo uno studio combatterebbe il cancro.

Fino a qualche mese fa la presenza di olio di palma tra gli ingredienti di un prodotto alimentare serviva solo a mettere all’indice, o meglio nel sacco dei rifiuti, il prodotto stesso in quanto potenzialmente cancerogeno. Ora arriva la tesi opposta e cioè il tanto discusso olio di palma contiene anche i cosiddetti tocotrienoli, derivati della vitamina E, che contrasterebbero addirittura il melanoma.

La ricerca – Questo è quanto rivelano i ricercatori dell’Università statale di Milano, in seguito ad uno studio svolto in collaborazione con i colleghi l’Università dell’Aquila e pubblicato su Scientific Reports. La ricerca dimostra che le sostanze antiossidanti presenti nell’olio di palma hanno un’efficace attività antitumorale, soprattutto sulle cellule del melanoma umano.

albero-frutti-palmaUn grande business – Il destino dell’olio di palma è quindi quello di consentire grossi business alle imprese alimentari che lo hanno usato in tutti i più svariati prodotti a ragione del suo costo inferiore rispetto ad altri grassi più nobili. In seguito, il suo nome è stato usato come messaggio promozionale per aumentare le vendite dei prodotti per i quali veniva dichiarato che l’olio di palma non faceva parte degli ingredienti e quindi non erano dannosi per la salute anche se costavano di più.

Ce lo ritroveremo ora in farmacia commercializzato come nutraceutico e in forma sintetica in capsula o sciroppo?

Studi in vitro e in vivo – Nel dettaglio, la ricerca, coordinata da Patrizia Limonta, ha evidenziato il ruolo antitumorale del delta‐tocotrienolo (δ‐TT) che si trova nell’olio di palma e nei semi di Annatto (Bixa orellana), la cui polvere è utilizzata nell’America centrale e meridionale come colorante dei cibi.

Gli studi sono stati condotti sia in vitro, che in vivo. Nel primo caso i ricercatori hanno dimostrato che il δ‐TT spinge le cellule di melanoma verso l’apoptosi, ovvero la morte cellulare programmata, attraverso un meccanismo intracellulare noto come “stress del reticolo endoplasmatico”. Nella seconda fase, invece, il team ha osservato nei test in vivo come il composto δ‐TT rallenti in modo significativo la crescita del tumore e la progressione della malattia. Infine i ricercatori hanno evidenziato che il composto non altera la proliferazione di melanociti umani (non tumorali) e non induce effetti tossici.

Come se non bastasse, secondo lo studio, i tocotrienoli sembrano anche ridurre lo sviluppo di malattie cardiovascolari e neurodegenerative, ad esempio l’Alzheimer.

Post a comment