In questi giorni è arrivato l’ok europeo alla richiesta italiana di indicare obbligatoriamente l’origine del latte e della materia prima di formaggi e yogurt.

Cosa troveremo sulle etichette di origine del latte?

Se il latte è stato munto, lavorato e confezionato nello stesso paese sarà possibile indicare “l’origine del latte”.

Se le diverse fasi son state realizzate in paesi diversi l’etichetta dovrà riportare:

  • paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte;
  • paese di condizionamento: nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato
  • paese di trasformazione: nome della nazione nella quale il latte è stato trasformato.

Se il latte proviene da diversi nazioni, l’etichetta dovrà riportare la scritta “miscela di latte di paesi UE” oppure “miscela di latte di paesi non UE

 

Di cosa parliamo quando parliamo di origine del latte?

Il problema dell’origine sia per il latte sia per gli altri prodotti agroalimentari vuol dire conoscere da dove viene un prodotto sia in termini di materia prima che di successiva trasformazione.

D’altra parte è il principio della tracciabilità legato alla sicurezza alimentare che si garantisce in ogni fase solo sapendo da dove viene un prodotto e chi lo ha manipolato.

 

Abbiamo i numeri per soddisfare la domanda interna?

La produzione nazionale non ha i numeri (nel senso di volumi) per soddisfare la domanda interna e quella estera.

In questi giorni è iniziata la riduzione volontaria della produzione di latte pagata con un premio complessivo di 150 milioni di €; madre natura farà produrre poco più della metà di olio d’oliva che si produceva negli scorsi anni; di vino non si prevedono grandi produzioni.

 

A cosa serve conoscere l’origine di un prodotto?

È un principio generale e di sicurezza alimentare: è bene conoscere l’origine dei prodotti non fosse altro per consentire al consumatore di fare le sue scelte che siano dettate dall’origine o dal prezzo di mercato del prodotto.

 

L’indicazione dell’origine è un’imposizione?

No, non dispiace più a nessuno se è associata al concetto che l’origine italiana indica un prodotto di qualità migliore rispetto ad un altro. D’altra parte in termini scientifici anche con una semplice Tac (spettroscopia di risonanza magnetica nucleare) si è arrivati a scoprire l’origine del prodotto in base all’ambito geografico ove è coltivato.

 

L’origine italiana è sinonimo di qualità organolettica?

Non è possibile quantificare le caratteristiche organolettiche per cui non vi è nulla di più sbagliato che affermare che la qualità italiana di molti prodotti è migliore di quella di prodotti provenienti da altre zone.  Infatti per promuovere la qualità italiana di un prodotto si associano le caratteristiche organolettiche di un vino alla dolcezza delle colline e dei paesaggi ove viene prodotto.

Ma i francesi e i californiani per non dire cileni e sudafricani non possono non vantare paesaggi altrettanto affascinanti anche se diversi da quelli italiani. Le questioni organolettiche non sono quindi solo una questione di papille gustative e dei sensi come olfatto, vista e tatto, ma anche una questione di neuroni che scatenano reazioni che si trasmettono poi ai sensi.

 

Quindi?

Credo nell’origine del latte e degli altri prodotti purché tale imposizione venga intesa solo come un elemento per dare maggiore trasparenza ai rapporti tra produttori e consumatori e non più come una forma di sleale concorrenza come è stato fino ad ora, per indirizzare il consumatore sui prodotti italiani, che peraltro non sono presenti in quantità sufficiente per soddisfare la domanda.

 

Website Comments

  1. Sandrino
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    Quella che leggo mi sembra una tesi piuttosto riduttiva in quanto i nostri produttori non riescono a vendere al giusto prezzo le loro produzione che magari non sono neppure sufficienti per tutto proprio per la presenza dei prodotti esteri. Certo adesso dobbiamo solo convincerci a pagare 100 un prodotto che porta scritto in etichetta che è stato prodotto in Italia e non acquistare lo stesso prodotto che apparentemente non ha differenze ma che non si conosce dove è stato prodotto ma che costa 80! Il problema vero è quello delle frodi con le quali si fa passare per italiano un prodotto che non lo è.
    Eppoi caro Fugaro, i prodotti italiani hanno un sapore, un aroma, una sapidità che non si trova nei prodotti esteri. Almeno in Italia che ben venga un’ indicazione in etichetta che mi dica che è un prodotto italiano!!

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