Un antiossidante naturale. Le sue caratteristiche nutrizionali sono superiori a quelle di molti altri frutti. Come consumarlo

Si chiama pera dell’alligatore perché  forma del frutto e aspetto della buccia ricordano quella di un alligatore. Tutti lo conosciamo come avocado.

Sappiamo perché fa tanto bene alla salute?

Nemico dei radicali liberi

Componenti tossici per l’organismo che li elimina attivando meccanismi di detossificazione. Una delle principali cause dei radicali liberi è lo stress ossidativo (quando non vi è più equilibrio tra produzione ed eliminazione delle specie ossidanti). L’avocado li contrasta con i suoi antiossidanti e tra questi:

  • il glutatione abbondante in anche in anguria, asparagi, pompelmo, fragole, pomodori, broccoli, spinaci ecc… In verità, il glutatione, un tripeptide costituito da cisteina, glicina e glutammato, è assumibile per via alimentare, ma è soprattutto endogeno ovvero prodotto dal fegato per disattivare i radicali liberi, proteggere cellule e tessuti, disintossica l’organismo dai metalli pesanti attraverso la sua capacità chelante.
  •   le vitamine A, del gruppo B, C, D, E e K sono ad azione antiossidante e evitano danni cellulari, danni permanenti al DNA e invecchiamento precoce. Numerosi studi hanno dimostrato l’effetto su alcuni tipi di cancro come quello alla prostata e alla bocca

Potere antinfiammatorio

Grazie agli acidi grassi mono-polinsaturi e ai carotenoidi (luteina e β-carotene) racchiusi nella polpa e nella porzione al disotto dell’epicarpo. Alcuni esperimenti condotti in America evidenziato una riduzione della sindrome metabolica (ovvero riduzione dei trigliceridi, colesterolo e glicemia) nei soggetti che quotidianamente consumavano avocado. Lo studio ha previsto una suddivisione dei soggetti in due gruppi che sono rispettivamente consumatori di solo hamburger, consumatori di avocado ed hamburger. L’indice di quantificazione è stato l’interleuchina 6, un marcatore dell’infiammazione dell’organismo; entrambi i gruppi hanno mostrato un aumento di questo marcatore, ma il gruppo “con” era risultato inferiore del 40%.

Regola l’assorbimento del glucosio

Recenti studi hanno dimostrato che questo frutto rallenta l’assorbimento del glucosio a livello intestinale e regola il livello di glucosio nel sangue. Inoltre, l’avocado offre un ottimo apporto in fibre solubili ed insolubili.

Contenuto in fibra

Svolge un ruolo principe nel nostro organismo specialmente nella prevenzione delle malattie croniche. Può essere intelligente utilizzarlo prima di pranzare in modo da ridurre il senso della fame.

Il re del potassio

Il potassio ci protegge dalla pressione alta, dalle malattie cardiache, dall’ictus e previene i crampi.

Riduce il colesterolo

Gli acidi grassi contenuti nel frutto stimolano la produzione dell’HDL il cosiddetto colesterolo buono e impediscono il deposito dell’LDL più noto come colesterolo cattivo di conseguenza riducono i problemi a livello cardiovascolare.

Facilita la digestione

Frutto facilmente digeribile e dalle capacità astringenti, che lo rendono ideale in caso di dissenteria, colite o gastrite.

Tanti prodotti per la cosmesi

In commercio si trova come impacchi per capelli secchi e destrutturati o impacchi destinati alla cura del viso e infine come burro cacao.

Cosa contiene l’avocado

La composizione chimica del frutto varia in funzione del grado di maturità e della varietà. 

È costituito principalmente da:

  • 64% in acqua;
  • 4,4% in proteine;
  • 23% in lipidi;
  • 1,8% in carboidrati (l’amido è trascurabile).

La frazione amminoacidica delle proteine di avocado è rappresentata da amminoacidi essenziali, e non, come fenilalanina (0,097 g), isoleucina (0,097 g), lisina (0,132 g), triptofano (0,025 g), valina (0.107 g), acido glutammico (0,287 g), acido aspartico (0,236 g) ed alanina (0.109 g).

La principale caratteristica nutrizionale della polpa di avocado è la frazione lipidica ricca in acidi grassi mono-polinsaturi e povera di acidi grassi saturi.

Gli acidi grassi saturi (c.a.12%) sono:

  • acido palmitico (C16:0);
  • acido miristico (C14:0);
  • acido stearico (C18:0).

Gli acidi grassi monoinsaturi (c.a. 74%) sono:

  • acido oleico (C18:1 è l’acido grasso principale dell’olio d’oliva);
  • acido palmitoleico (C16:1).

Gli acidi grassi polinsaturi (c.a. 14%) sono:

  • acido linoleico (C18:2);
  • acido linolenico (C18:3);
  • acido arachidonico (C20:4).

È provato da tempo che gli acidi grassi saturi sono i maggiori responsabili delle malattie cardiovascolari, obesità, formazione di trombi e placche e hanno azione pro-infiammatoria; a tal proposito si consigliano diete alimentari a ridotto contenuto in acidi grassi saturi e ad alto contenuto in acidi grassi mono-polinsaturi.

Qual è il profilo lipidico dell’olio di avocado confrontato con gli altri oli e grassi alimentari? La composizione è molto simile tra olio di avocado e olio d’oliva.

avocado contenuto frutto

fonte: http://www.kosmeticanews.it/avocado-un-concentrato-di-virtu-e-sostanze-nutritive/

Altro punto di forza di questo frutto è la frazione minerale costituita da potassio (450 mg), calcio (13 mg), fosforo (44 mg), magnesio (29 mg), sodio (2 mg) e ferro (0,6 mg).

L’avocado contiene più potassio di qualsiasi altra frutta e verdura, basti pensare che sono necessarie tre banane per l’equivalente contenuto in potassio e magnesio di un avocado.

 

Infine, le vitamine: è rarissimo avere in un solo frutto tante vitamine diverse per natura chimica:

  • vitamina A (14 µg),
  • vitamina C (18 mg),
  • vitamina E (6,4 mg),
  • vitamina K (21 µg),
  • vitamine del gruppo B specialmente la B6 (piridossina), B2 (riboflavina) e B3 (niacina)
  • vitamina D. 

Controindicazioni per la salute: nessuna

Come acquistare e conservare l’avocado

All’acquisto bisogna scegliere prodotti maturi con buccia scura e/o violacea. In mano deve dare la sensazione di cedere un po’ e non bisogna scegliere quelli che hanno subito danni meccanici.

Si conserva a temperature di refrigerazione per circa una settimana avvolto in carta.

Come mangiare l’avocadoavocado salute

  • ostriche (2 avocado, 1 limone, ostriche sgusciate, sale, uova sode, pepe e olio d’oliva);
  • pere (3 avocado, succo di limone, 2 pere, mandorle salate, panna da cucina, erba cipollina, aceto, sale e pepe nero);
  • toast di lime e salsa yogurt;
  • frullato verza (foglie di verza, 2 rape rosse precotte, polpa di noce di cocco, limone fragole e avocado);
  • insalata (4 avocado, olio extravergine d’oliva, aceto di mele, peperoncino rosso in polvere e del porro);
  • olio di avocado, per ottenere l’olio si effettua un’estrazione meccanica come quella impiegata per l’olio questo grazie all’alta concentrazione in lipidi posseduta.

 La storia dell’avocado comincia in Messico

Persea americana, nome scientifico dell’avocado, è una specie arborea da frutto appartenente alla famiglia delle Lauracee ed originaria del Messico, Guatemala e Antille.

In Messico, durante gli scavi nella città pre-inca di Chanchan, gli archeologi hanno portato alla luce un grande vaso dalla forma di avocado: si suppone servisse a contenere acqua. Il manufatto risalente al 900 d.C. conferma come le antiche popolazioni conoscessero ed apprezzassero tale frutto.

Sul frutto vi sono testi antichissimi con descrizioni che fondono storia, mitologia e aneddoti come quello di una donna che, grazie al consumo di mezzo avocado al giorno aveva riacquistato la voglia di vivere persa a causa dei chili in eccesso e della pelle spenta.

BIBLIOGRAFIA

  1. Phytochemical analysis of avocado seeds (Persea Americana Mill., c.v., Hass).   Maria del Refugio  Ramos- Jerz
  2. The Avocado: Botany, Production and Uses.  Bruce A. Schaffer,B. Nigel
  3. Avocado.  Olidea
  4. Chemical composition, toxicity and larvicidal and antifungal activities of Persea americana (avocado) seed extracts (2009).  João Jaime Giffoni LeiteI,II; Érika Helena Salles BritoI,IV; Rossana Aguiar CordeiroI,IV; Raimunda Sâmia Nogueira BrilhanteI,III; José Júlio Costa SidrimI,II; Luciana Medeiros BertiniV; Selene Maia de MoraisIV; Marcos Fábio Gadelha RochaI,IV.  Revista da Sociedade Brasileira de Medicina Tropical Print, vol. 42 no.2
  5. Wound healing activity of Persea americana (avocado) fruit: a preclinical study on rats (2008).  Nayak, B. S.; Raju, S. S.; Rao, A. V. Chalapathi. Journal of Wound Care, vol. 17 Issue 3.
  6. Analgesic and anti-inflammatory effects of the aqueous extract of leaves of Persea americana Mill (Lauraceae) (2002).  O.O. Adeyemi, S.O. Okpo, O, Ogunti, Science direct, vol. 73, Issue 5.

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