Le specie vegetali sono dotate di numerosi meccanismi naturali di difesa che interessano la morfologia e/o la struttura dei tessuti.

La capacità di variare l’accumulo di sostanze necessarie a contrastare l’azione dei parassiti o di aumentare o diminuire il pH a seconda dell’attacco patogeno sono alcuni esempi di tali funzioni.

A volte nei tessuti aggrediti da patogeni vengono sintetizzati specifici composti (come le sostanze glucosidiche, gli esteri, gli alcaloidi, i terpeni, i tannini e gli enzimi), che servono alla pianta per reagire alla malattia e per allontanare eventuali parassiti.

Questa attività di difesa dei vegetali è chiamata biocida

È stata particolarmente studiata e approfondita negli ultimi anni sperimentando il loro effetto in particolare per la loro azione insetticida e fungicida anche per altre piante.

Grazie al contenuto impatto ambientale che determinano, queste metodologie sono utilizzate in agricoltura biologica e/o integrata e possono essere inserite nelle rotazioni agronomiche.

Brassicacee, potere dei glucosinolati

Le piante che manifestano queste capacità sono in genere Brassicaceae ad alto contenuto di glucosinolati, metaboliti secondari delle piante in grado di generare prodotti di reazione con una particolare attività di difesa in caso di attacchi parassitari.

I glucosinolati più conosciuti e studiati in questo campo sono: sinigrina, gluconapina, progoitrina, sinalbina, glucoerucina, glucorafenina e altre. Le piante più ricche di questi composti sono: il cavolo (Brassica oleracea), rapa (Brassica campestris), senape (Brassica juncea) e senape nera (Brassica nigra).

Piretroidi contro mosche, zanzare e afidi

L’attività insetticida è svolta in particolare da alcuni crisantemi ed è attribuita a due esteri liquidi viscosi denominati piretrine. Da queste sostanze si possono ottenere diverse tipologie di piretroidi molto utilizzati perché sono tossiche per mosche, zanzare, afidi, ma non per l’uomo. Di conseguenza queste sostanze vengono impiegate nella preparazione dei prodotti repellenti per insetti utilizzati per le piante, ma anche per gli esseri umani.

Dal piretro agli…zampironi

Una pianta utilizzata per l’estrazione delle piretrine è il piretro – Tanacetum Cinerariifolium Trevir (Chrysanthenum Cinerariifolium Vis.) – della famiglia delle Asteracee originaria delle coste dalmate. È una pianta rustica, che non richiede particolari concimazioni o attenzioni specifiche durante il ciclo vegetativo. Predilige i climi temperati e asciutti. Cresce bene anche su terreni calcarei di montagna e di collina anche se sassosi e poveri, purché ben esposti al sole. La riproduzione può avvenire per seme o per divisione dei cespi.

La raccolta dei capolini si può effettuare utilizzando appositi pettini di metallo (pettinatura) o tagliando le sommità fiorite ed effettuando successivamente la cernita del prodotto. La polvere ottenuta dalla macinazione dei capolini essiccati agisce efficacemente contro gli insetti, i vermi e altri animali a sangue freddo. Le pietrine impastate con sostanze combustibili sono sostanze utilizzate nella preparazione degli zampironi.

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