Sono tante le piante che possono risultare tossiche o addirittura un vero e proprio veleno per i piccoli animali. I nostri amici a quattro zampe se nati e cresciuti in cattività sono abituati a mangiare il cibo che viene dato loro e si “fidano”  degli alimenti che trovano ogni mattina nella ciottolina. Al contrario quelli nati e cresciuti allo stato selvatico sono più “preparati” nel riconoscere la “qualità” e la tossicità di un alimento.

Le piante pericolose possono essere le più impensabili.

Vischio, letale anche a piccole dosi – Ad esempio, quanti di voi hanno acquistato il vischio per la fine dell’anno? Forse non molti sanno che le bacche sono ricche di colina e acetilcolina (sostanze chimiche responsabili delle conduzioni nervose), di derivati triterpenici e soprattutto di viscotossina (una sostanza che può provocare l’arresto cardiaco). Le bacche del vischio sono pericolose anche per gli esseri umani, ma naturalmente per i piccoli animali possono essere letali anche minime dosi perché hanno organi più piccoli. I primi sintomi di avvelenamento sono: forte secchezza della bocca e disturbi al ritmo cardiaco. Il vischio è una pianta che si può trovare facilmente anche nei giardini; è un semiarbusto parassita che vive attaccato agli alberi dai quali assume la linfa, quindi se si liberano gli animali nei giardini è bene controllare che non sia presente questa pericolosa specie.

Un’altra pianta rischiosa per le sue bacche è l’agrifoglio, anche questa si vede spesso nelle case nei periodo natalizio. Le bacche, che attraggono molto per forma e colore, contengono la ilicina (un glicoside) e alcuni alcaloidi che sono fortemente purgativi, fino a diventare letali per i piccoli animali.

Datura, la pianta del diavolo – Meno conosciuto, ma molto velenoso è lo stramonio (detto anche datura o pianta del diavolo). Questa specie può crescere spontanea sia nei giardini sia tra le macerie. Lo stramonio da giugno ad agosto ha grandi fiori bianchi a forma di campana, i frutti sono delle capsule ovoidali spinose che contengono moltissimi semi neri. Tutta la pianta ha un odore dolciastro e contiene numerose sostanze tossiche: alcaloidi (josciamina, atropina, scopolamina), acidi organici, gomme, resine, tannini. I sintomi di avvelenamento da datura sono: bocca secca, diarrea, sonnolenza, convulsioni.

Ciclamino, occhio al tubero – Un’altra pianta pericolosa è il ciclamino, molto diffuso sia nelle case sia nei giardini. Per fortuna di questa specie risulta tossica solo la radice (tubero) a causa dell’altra concentrazione di ciclamina (sostanza saponosidica velenosa) che la caratterizza. I sintomi di avvelenamento sono: rigurgiti, diarrea, difficoltà respiratorie e paresi.

Papavero, un alcaloide da coma – Pericoloso a grandi dosi è il papavero, specie diffusissima nei nostri prati. I frutti di questa pianta infatti contengono numerosi alcaloidi che determinano rallentamento delle funzioni cardiache e respiratorie, fino a condurre al coma.

Senape, il seme e il suo glucoside – Le senapi sono piante con fiori gialli diffusissime nei nostri giardini come piante infestanti. Il seme della senape contiene la sinalbina (un glucoside), che a contatto con l’acqua e quindi con la saliva, produce un olio irritante e un alcaloide pericoloso (la sinapina). Queste sostanze possono provocare seri danni all’apparato digerente che si manifestano con rigurgiti, diarrea e forti dolori.

Oleandro a tutta oleandrina – Purtroppo anche il bellissimo oleandro, pianta tipica per eccellenza nelle regioni mediterranee, è fortemente tossico. Questo arbusto, che può arrivare fino ai 5 metri di altezza, ha foglie lanceolate e fiori che appaiono in primavera e durano fino all’autunno. Tutta la pianta contiene un glucoside (l’oleandrina), che se ingerita anche in bassissime dosi provoca: diarrea, ritmo cardiaco accelerato e difficoltà respiratorie.

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