Entro fine anno non sarà più possibile utilizzare in etichetta denominazioni commerciali come “pomodori pelati” o “pomodori in pezzi” o ancora “passata di pomodoro” senza garantire che corrispondano a prodotti definiti commercialmente e qualitativamente dalla legge.

La disposizione è contenuta nel Collegato agricoltura, legge approvata dal Senato il 5 luglio 2016 e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il consumatore che trovi sull’etichetta la denominazione “pomodori in pezzi” dev’essere sicuro che si tratta di conserve di pomodoro ottenute con pomodori sottoposti a triturazione o a taglio, con eventuale sgrondatura e parziale aggiunta di succo concentrato di pomodoro, privati parzialmente dei semi e delle bucce in modo che sia riconoscibile a vista la struttura fibrosa dei pezzi e dei frammenti.

Indicazioni come ad esempio “i cubettoni del contadino” o “i cubettini di nonna” diverse da quella ufficiale non garantiscono che il prodotto sia conforme a quello previsto dalla legge.

Stop quindi all’uso di denominazioni che non corrispondono a precisi requisiti merceologici oltre che qualitativi. Questi ultimi verranno definiti entro sei mesi da un apposito decreto interministeriale.

Quanto costerà violare la legge?

–        da 3.000 € a 18.000 € per lotti di produzione non superiori a 60.000 pezzi;

–        da 9.000 € a 54.000 € per lotti di produzione superiori a 60.000 pezzi.

LE DENOMINAZIONI UFFICIALI E IL LORO SIGNIFICATO
 conserve di pomodoro 1) pomodori non pelati interi: conserve di pomodoro ottenute con pomodori non pelati interi;

2) pomodori pelati interi: conserve di pomodoro ottenute con pomodori pelati interi di varietà allungate il cui rapporto fra altezza e diametro maggiore del frutto è superiore a 1,5 con una tolleranza del 10%;

3) pomodori in pezzi: conserve di pomodoro ottenute con pomodori sottoposti a triturazione o a taglio, con eventuale sgrondatura e parziale aggiunta di succo concentrato di pomodoro, privati parzialmente dei semi e delle bucce in modo che sia riconoscibile a vista la struttura fibrosa dei pezzi e dei frammenti.

Il modo di presentazione è legato alle consuetudini commerciali e la relativa denominazione di vendita deve fornire al consumatore una chiara informazione sulle tipologie di prodotto. Fra queste polpa di pomodoro, pomodori tagliati, cubetti di pomodoro, filetti di pomodoro, triturato di pomodoro

concentrato di pomodoro prodotti ottenuti dalla estrazione, raffinazione ed eventuale concentrazione di succo di pomodoro suddivisi in base al residuo secco.
passata di pomodoro prodotto ottenuto direttamente da pomodoro fresco, sano e maturo, avente il colore, l’aroma ed il gusto caratteristici del frutto da cui proviene, per spremitura, eventuale separazione di bucce e semi e parziale eliminazione dell’acqua di costituzione
 pomodori disidratati prodotti ottenuti per eliminazione dell’acqua di costituzione, fino al raggiungimento di valori di umidità residua che ne consentano la stabilità anche in contenitori non ermeticamente chiusi.
pomodori semi-dry o semi-secchi prodotti ottenuti per eliminazione parziale dell’acqua di costituzione con uso esclusivo di tunnel ad aria calda senza aggiunta di zuccheri.

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