A dare l’esempio è il Regno Unito. Da aprile 2018 applicherà una tassa sullo zucchero.

La tassa sulle bibite zuccherate sarà variabile in funzione della concentrazione di zucchero:

  • 18 pence (21 centesimi di euro) in più al litro per tutte le bevande con concentrazione di zucchero superiore a 5 g per 100 ml
  • 24 pence(28 centesimi di euro) per le bibite con 8 o più grammi/100 ml.
  • Sono esenti tutte le bevande con una concentrazione di zuccheri pari o inferiore ai 5 g/100 ml.

Lo zucchero aggiunto alle bevande e ai cibi (non quello   presente naturalmente negli alimenti) è un problema di salute pubblica che ha bisogno di un controllo legislativo.

L’Inghilterra non è isolata in questa scelta: ci sono anche il Messico, la Francia, l’Ungheria e la Finlandia a mettere delle tasse sulle bevande zuccherate. E altri paesi ci stanno pensando: Sud Africa, Filippine, Indonesia e India.

I rischi per la salute derivanti dalla presenza dello zucchero:

  • la decadenza dei denti (le carie),
  • il diabete
  • i disturbi al cuore
  • l’obesità.

Il provvedimento è stato molto discusso in quanto i consumi compulsivi di bevande zuccherate sono rinvenibili nelle fasce di popolazione a basso reddito che con l’istituzione della tassa verrebbero gravati di un nuovo balzello e che potrebbero dirottare i loro consumi verso altri cibi spazzatura.

Secondo le stime del governo inglese, la normativa “incoraggerà le imprese a ridurre la quantità di zuccheri aggiunti nelle bevande portando i consumatori all’acquisto di bevande con ridotto contenuto di zuccheri. Grazie a tale prelievo, se i produttori si adegueranno pagheranno meno tasse”.

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