Parlare di integratori non è sicuramente semplice.  Negli anni gli studi in merito e le tecnologie sempre più avanzate hanno portato alla diversificazione delle opinioni.

Almeno tre diverse teorie scientifiche si contrappongono in modo netto tra loro:

  • la teoria che propugna la somministrazione di vitamine e minerali
  • la teoria che dimostra la totale inutilità degli integratori
  • la teoria  della superiorità delle vitamine naturali, quelle cioè presenti negli alimenti di origine animale e soprattutto vegetale in confronto a quelle sintetizzate in laboratorio.

Quest’ultima teoria ci porterebbe sicuramente a pensare che sia la migliore in considerazione del fatto che vitamine e microelementi sono presenti negli alimenti che consumiamo tutti i giorni e quindi facilmente assimilabili nonché naturali. Purtroppo le colture intensive dei terreni agricoli sono sempre più ricche di pesticidi e depauperate di nutrienti, rendendo questa teoria di difficile realizzazione.

Fatta questa piccola premessa si capisce quanto importante è importante la somministrazione di integratori già nelle persone che apparentemente non presentano alcuna patologia.

Nel malato oncologico la situazione è completamente stravolta perché la sua condizione patologica si manifesterà anche con numerose carenze in quanto il suo sistema immunitario affaticato non è in grado di respingere l’attacco di cellule neoplastiche.

Dato scontato, ma purtroppo sottovalutato dagli stessi oncologi, è l’importanza di una dieta povera di proteine animali, di zuccheri e di grassi, che sicuramente non prenderemo in considerazione, ma soprattutto di una corretta somministrazione di integratori per ristabilire l’equilibrio stravolto dalla malattia.

La somministrazione di chemioterapia sembra l’avanzata di un fiume in piena che travolge tutto ciò che trova:

  • vengono sì distrutte le cellule tumorali quando le cellule stesse sono sensibili al chemioterapico,
  • allo stesso tempo vengono colpite anche cellule sane, che vanno incontro a mutazioni o a distruzione del DNA con la formazione di incredibili quantità di radicali liberi che, a loro volta, innescano processi infiammatori e danni al nostro sistema.

La somministrazione di integratori diviene quindi essenziale per ricostruire non solo il patrimonio di vitamine e minerali già sicuramente carenti prima della diagnosi e poi successivamente aggravatosi con la somministrazione della chemioterapia, ma bisogna somministrare gli integratori stessi in dosi massicce per sostenere l’organismo ed aiutarlo nella lotta contro il cancro.

L’esigenza di somministrare antiossidanti per aiutare l’organismo ad eliminare i radicali liberi è ormai opinione consolidata da tanti studiosi.

Gli integratori più usati sono i seguenti:

  • la vit. C che dovrebbe essere somministrata per via endovenosa e ad altissimi dosaggi per ottenere le migliori performance;
  • la vit.A, vit.E e soprattutto la vit.D, quest’ultima trovata sempre carente nei pazienti oncologici;
  • la somministrazione di Selenio e soprattutto di Zinco (ritrovato durante le analisi ematiche sempre vicino al limite inferiore o addirittura al di sotto della soglia minima) fornisce un importante input per la stimolazione del sistema immunitario.

Molto utili sono anche gli integratori che contengono notevoli quantità di omega 3 come l’olio di pesce o l’olio di lino, così come il CoQ10, utilizzato per le sue proprietà anticancro.

Forse però gli integratori più utili come supporto per il paziente oncologico sono gli enzimi digestivi (lipasi, proteasi, ecc.), che ritroviamo in molte delle reazioni biochimiche del nostro organismo e che possono veramente fornire un aiuto ad un organismo debilitato come quello del malato, coadiuvando gli enzimi endogeni per combattere la neoplasia.

Possiamo considerare come integratori anche i probiotici tra i quali:

  • il kefir, prodotto fermentato a base di molteplici generi batterici (lattobacilli, lattococchi, sptreptococchi, acetobatteri)
  • i lieviti, che contribuisce al potenziamento del sistema immunitario intestinale (GALT) ripristinando la flora intestinale.

Trovano spazio tra gli integratori anche quelli derivati dalle piante, tra cui mi sembra doveroso inserire la curcuma, lo zenzero e la papaya, studiati ed utilizzati per le loro notevoli proprietà anticancro, oggi presenti sotto forma di compresse in tutte le erboristerie.

Come ultimo integratore, sicuramente non per importanza, c’è il polline, fresco e congelato o disidratato, un vero tesoro di vitamine e minerali naturali che dovrebbe mettere tutti d’accordo!

L’autrice è Tecnologa alimentare e laureanda in biologia nutrizionista

Per saperne di più:

  • Campbell T.C., ‎Campbell T.M. The China Study. Macro Edizioni (2013)
  • Khalsa S. I poteri curativi della vitamina D. Macro Edizioni (2013)
  • Villarini A., Allegro G. Prevenire i tumori mangiando con gusto. Sperling&Kupfer (2010) Bohager T. Enzimi per guarire. Macro Edizioni (2013)
  • Pauling L., Hoffer A. Guarire il cancro. Macro Edizioni (2016)
  • Fernandez Martinez O. La mia ricetta anticancro. Sperling&Kupfer (2014)
  • Grosgogeat H. Il metodo acido-base. Macro Edizioni (2009)
  • D. Romanina, M. Serradellb, D. González Maciela, N. Lausadac, G. L. Garroteb, M. Rumboa Down-regulation of intestinal epithelial innate response by probiotic yeasts isolated from kefir. International Journal of Food Microbiology (2010)
  • MP Silva, RD Rossoni, JC Junqueira, AOC Jorge Probiotics for Prevention and Treatment of Candidiasis and Other Infectious Diseases: Lactobacillus spp. and Other Potential Bacterial Species. researchgate.net (2016)
  • Denisow B.,Denisow-Pietrzyk M. Biological and therapeutic properties of bee pollen: a review. Journal of the science of food and agricolture (2016)

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