Il ministero della Salute conferma il parere del Consiglio di Stato. E chiede il parere del ministero dello Sviluppo sulla questione della tara. Pagano sempre i clienti come prima

La libertà ha un grande valore solo se disciplinata adeguatamente…anche quando si tratta di sacchetti biodegradabili.

Come quelli obbligatori da gennaio 2018 nei supermercati per la vendita di frutta e verdura e in altri esercizi commerciali.

Dopo il parere del Consiglio di Stato (di cui tanto si è parlato) è arrivata la circolare ministero della Salute.

Cosa dice il Ministero? Conferma che il consumatore può:

  • utilizzare contenitori alternativi alle buste in plastica messi a disposizione dall’esercizio commerciale
  • ma devono essere idonei a contenere alimenti quali frutta e verdura.

Idonei in che senso?

I sacchetti biodegradabili devono essere idonei a preservare l’integrità della merce e rispondenti alle caratteristiche di legge” quindi:

  • monouso cioè non riutilizzabili al fine di evitare contaminazioni batteriche,
  • integri
  • acquistati al di fuori degli esercizi commerciali,
  • conformi alla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti.

Cos’è un sacchetto biodegradabile

Quali sono le caratteristiche ‘ambientali'” previste dalla legge 123/2017 (obbligo dei sacchetti compostabili a pagamento per l’ortofrutta) per i biosacchetti?

  • uno spessore inferiore ai 15 micron
  • essere composti di materia prima rinnovabile pari ad almeno il 40% del totale, secondo il certificato En 16640:2017.
  • essere biodegradabili e compostabili, secondo lo standard Uni En 13432, quindi riutilizzabili per la raccolta della frazione dell’umido.

 

Chi controlla e sanziona i consumatori inadempienti? sacchetti biodegradabili

  • supermercati ed esercizi commerciali verificheranno “idoneità e conformità” dei sacchetti portati dai clienti da casa.
  • potranno vietare i sacchetti non conformi in quanto su di essi incombe l’onere di garantire l’igienicità dei prodotti ortofrutticoli commercializzati.

 

Ma non è finita. C’è il problema della tara

Il Ministero della salute sollecita ora il parere normativo del Ministero dello sviluppo sulla questione della tara  cioè del diverso peso dei sacchetti utilizzati.

  • Infatti le bilance delle casse “sono tarate in modo da sottrarre dal peso di frutta e verdura la tara del sacchetto messo a disposizione del cliente (4-6 grammi circa).
  • L’uso dei ‘contenitori alternativi’ acquistati al di fuori degli esercizi commerciali impedirebbe il calcolo corretto della tara”.
  • Su questo “si reputa opportuno acquisire l’avviso del Ministero dello Sviluppo economico” conclude il ministero della Salute.

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