La questione, tutta italiana, di seppie, totani e altri cefalopodi ai quali viene fatto un trattamento di lifting con acqua ossigenata prima di esseri messi in vendita è arrivato al Parlamento europeo e alla Commissione europea.

Totani e seppie italiane ossigenate – Alle seppie, ai totani e ad altri cefalopodi si schiarisce la pelle con l’acqua ossigenata per renderli più belli e appetibili proprio come si fa per i capelli  o per le mèche per essere più belli e giovani.

Sia per i pesci che per gli esseri umani si tratta solo di utilizzare l’acqua ossigenata come coadiuvante tecnologico per ottenere il massimo del lifting! Anche perché non rimane traccia alcuna del prodotto, l’acqua ossigenata impiegata, e quindi non può essere considerato e classificata come additivo o colorante.

Autorizzata in Italia da febbraio 2016 – Secondo la regolamentazione comunitaria il trattamento non è consentito in quanto l’acqua ossigenata non è inclusa nell’elenco delle sostanze ammesse come coadiuvante tecnologico. Questa regola valeva anche in Italia fino a febbraio 2016 quando il ministero della Salute ha emanato una circolare che autorizza l’impiego di “soluzioni acquose contenenti perossido di idrogeno, come coadiuvante tecnologico, nella lavorazione dei molluschi cefalopodi eviscerati da commercializzare decongelati o congelati” in quantità non superiori all’8%.

Consumatori ingannati ‘Ue – Il trattamento di bellezza potrebbe non essere gradito ai consumatori che forse preferiscono le seppie “nature” e non ossigenate e rilucenti. Le prime a protestare sono state le associazioni dei consumatori. Ancora una volta la battaglia si basa sul principio generale della corretta informazione ai consumatori. In questo caso, la sicurezza alimentare non è assolutamente messa in discussione poiché l’acqua ossigenato non residua nel pesce trattato e anche se ve ne fossero tracce, non ha alcuna tossicità per l’uomo.

Anche in Spagna – Un’analoga disposizione è in vigore solo in Spagna per cui l’eurodeputato Renata Briano (Pd) ha chiesto alla Commissione come intende intervenire per guarantire l’uniformità del diritto in tutta l’Ue.

Per la Ue non si può – La Commissione Ue ha risposto che “agli Stati membri incombe la responsabilità di far efficacemente rispettare la legislazione relativa alla filiera alimentare, che comprende anche norme applicabili all’uso degli additivi alimentari” e perciò “inviterà le autorità italiane a fornire informazioni quanto all’autorizzazione dell’uso di soluzioni acquose contenenti perossido di idrogeno nel trattamento di cefalopodi eviscerati”.

Occhio…all’occhio del pesce – Per adesso e in attesa dei chiarimenti che il Ministero fornirà a Bruxelles, ai consumatori non rimarrà che scegliere seppie e totani più opachi, ma magari con l’occhio più vivo e di consistenza più solida e compatta se desiderano dare maggiori valore alla sostanza rispetto all’apparenza. Anche se accattivante.

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