Domande segrete: dove è stato coltivato il grano duro? Dove è stato macinato? Risponderà l’etichetta di origine sulle confezioni di pasta secca. Se e quando sarà approvata da Bruxelles

I consumatori potranno sapere con chiarezza l’origine della pasta secca. L’Italia ha inviato a Bruxelles il decreto interministeriale (Agricoltura ed Economia) che rende obbligatorio indicare l’origine della farina e del grano impiegato per la produzione della pasta secca.

Sapremo il paese di…

  • origine della semola, che di fatto coincide con il Paese di ultima trasformazione;
  • origine del grano duro. Ad esempio: “pasta italiana prodotta con semola italiana da grano canadese”.

Cosa leggeremo sulle confezioni:

  • grano duro e semola 100%” più il nome del paese se l’origine della semola e del grano coincidono
  • paesi Ue” e”paesi non Ue” nel caso di miscele di varie origini e provenienze, come si fa con olio extravergine di oliva e miele.

Obbligatorio, ma non per tutti

  • Il decreto italiano, se approvato, sarà obbligatorio solo per le aziende che producono pasta in Italia
  • le aziende degli altri paesi Ue che non producono in Italia non ne saranno vincolate.
  • L’obbligo non si applicherà nemmeno agli alimenti destinati all’esportazione: le norme di etichettatura da rispettare sono quelle vigenti nel mercato di destinazione dove non è previsto tale obbligo di origine.

Cosa succede ora

  • L’Italia, inviato il decreto, attende l’ok della Commissione Ue che ha già dato il via libera per l’origine del latte (luogo di mungitura e di lavorazione sia come latte alimentare che come prodotti lattiero caseari).
  • Se entro 90 giorni non arriverà alcuna risposta, in base al tacito assenso, si potrà emanare il provvedimento.

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