Le dermatiti sono in continuo aumento, soprattutto nei bambini.

Spesso sono causate da tessuti di origine non naturale che la nostra epidermide non tollera. Ma l’alternativa di scegliere un capo di abbigliamento di seta, lana, cotone, lino o canapa non è sufficiente per scongiurare l’arrossamento e il prurito della nostra pelle.

Dobbiamo fare attenzione al tipo di colorante che è stato utilizzato per tingere l’indumento.

Da qui la riscoperta dei coloranti di origine vegetale estratti dalle così dette piante tintorie. Per molti anni queste specie hanno rappresentato una delle attività agricole tradizionali, legata al settore tessile, trainanti l’economia italiana.

Poi con l’avvento dei coloranti di sintesi che offrono soluzioni più veloci, una più ampia gamma di colori e permettono di intervenire su tutti i tipi di fibra, le piante tintorie sono state messe da parte. Parliamo di molte specie officinali ricche di pigmenti che si accumulano in diversi organi fiori, foglie, semi, radici, ossia:

  • camomilla (Matricaria chamomilla L.),
  • camomilla romana (Anthemis nobilis L.),
  • zafferano (Crocus sativus L.),
  • guado (Isatis tinctoria L.),
  • robbia (Rubia tinctorium L.),
  • calendula (Calendula officinalis L.),
  • cartamo (Carthamus tinctorius L.),
  • iperico (Hypericum perforatum L.),
  • iris (Iris pallida Lam.) e molte altre.
zafferano stigmi

zafferano stigmi

calendula

calendula

Attualmente, i coloranti naturali vengono applicati in attività produttive di limitato impatto economico o in attività dimostrative ed educativo-didattiche come nel caso della   realizzazione di corsi a livello semi-professionale e amatoriale. Le applicazioni rivolte all’attività produttiva vera e propria sono ancora poche, ma la richiesta di questi prodotti naturali sta aumentando. Ad esempio della robbia, i cui rizomi dall’odore pungente acquistano la capacità di produrre il pigmento rosso in quantità sostanziali dal terzo anno dalla semina.robbia

Il colorante alizarina, un glucoside, si deposita con il tempo nella corteccia delle radici, fissandosi. Le radici vengono estratte dalla terra, lavate, essiccate e macinate, per ottenere una sottile polvere colorante.

 

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