Metti una sera a cena in un cassonetto con menù a base di cibo avanzato per lottare contro lo spreco e contro i rifiuti.

Si chiama Salvage Supperclub l’idea lanciata da Josh Treuhaft. Che non è un ristoratore, ma un industrial designer che sta utilizzando design, innovazione e sostenibilità per affrontare il problema dello spreco di cibo. E per eccitare, coinvolgere, stimolare le persone propone menù a base dei seguenti ingredienti: basilico appassito, prugne ammaccate, pomodori supermaturi, steli di broccoli, bucce di patate dolci e stramature, bucce di banana e così via.

Non sono nemmeno cene economiche: si va dagli 80 ai 125 $ per pasto. Si svolgono a Brooklyn, San Francisco o Berkeley. Prenotando.

Materie prime che i farmers market o i ristoranti avrebbero altrimenti buttato via. Provengono da diversi movimenti locali che si occupano proprio di rifiuti alimentari e si connettono tra loro online. Parte dei profitti viene destinato alla beneficienza.

Materie prime sono anche frutti e ortaggi esteticamente brutti e quindi destinati ad essere scartati.

Ma non per questo sono meno buoni e allora Imperfect produce li rimette in circolazione.

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Altro movimento anti-rifiuti alimentari è Cerplus, il marketplace B2B che connette i surplus degli agricoltori con grossisti, ristoranti e aziende alimentari.

Tutti movimenti che stanno modificando la percezione, negativa, che abbiamo dei rifiuti.stop allo sprecoSfruttano la nostra curiosità per le esperienze nuove, cool. Come l’eccitante deformità del cibo. Quindi non perdetevi il video eat everything

Website Comments

  1. giuseppe
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    In italia da anni sono in moltissimi a fare la spesa la mattina presto nei cassonetti vicino ai supermercati e ai ristoranti e non sono barboni. Sono chiamati freegan (mangiatori a sbafo!) che, in questi tempi di crisi economica, cercano di quadrare al meglio i bilanci familiari. sono giovani che devono sopportare già le spese di alloggio nelle grandi città, ma anche pensionati della media borghesia che dignitosamente rovistano nei cassonetti. indubbiamente si tratta di persone che meritano tutto il nostro rispetto in quanto cercano di risolvere i problemi della spesa giornaliera approfittando degli sprechi alimentari ormai largamente diffusi. I fornitori non ritirano più i prodotti prossima alla scadenza di consumo in quanto si tratta di un costo troppo oneroso, i supermercati preferiscono disfarsi dei prodotti in scadenza magari anche dopo una settimana inserendoli in grossi sacchi neri risparmiando sui costi di eliminazione dei rifiuti. I freegan aprono con attenzione questi sacchi e prelevano solo quello che serve per il loro pranzo quotidiano o al massimo fanno una piccola provvista come se andassero con il carrello al supermercato. I nostri recuperatori di cibo sprecato non fanno di ciò un business come gli americani e qualcuno che ha scritto anche un libro di ricette su come cucinare al meglio un filetto di carne da tre chili trovato nel cassonetto o utilizzare una confezione di yogourt che scade tra cinque giorni. In definitiva per quello che vedo qui a Roma i veri poveri ci sono e ben venga una legge che consenta loro di entrare direttamente nel supermercato a prendere ciò che deve essere buttato senza mettere le mani nei cassonetti!

    • Bea Bio
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      E intanto Walmart, prima catena distributiva Usa, ne ha già fatto un business. Cavalcando la grande onda dei movimenti antispreco ha aperto i suoi scaffali alla linea I’M PERFECT: 12 varietà di mele, dalla Granny Smith alla Red Delicious, imperfette dal punto di vista estetico. Buone e gustose come le altre, ma normalmente destinate allo scarto. Si comincia con 300 negozi in Florida. vendute in contenitori da 5 pound.

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