Arriva il caffè senza chicchi. Creato in laboratorio con minimo impatto ambientale. Nella patria delle renne

Hai presente la carne, i latticini e le uova prodotti in laboratorio? Proteine del latte e della carne ottenute senza mucca e proteine dell’uovo che non passano dalla gallina.

La chiamano agricoltura cellulare nel senso che coltivi cellule in laboratorio: non semini più piante, né allevi animali.

Adesso è l’ora del caffè. Nel nome del solito mantra: la sostenibilità.

Di cosa si tratta?

La ricetta è la seguente:

  • vai in laboratorio (l’officina degli stregoni del futuro)
  • prendi alcune foglie di caffè selezionate
  • le metti “a coltura” ovvero le fai moltiplicare in ambiente sterile
  • le trasferisci infine in un bioreattore.
  • quello che ne esce va essiccato e tostato
  • e la tazzina è (più o meno) pronta. È un caffè filtro, metodo antico che fa l’80% dei consumi mondiali. Tra noi, popolo dell’espresso, è poco diffuso.

Perché farlo?

Dicevamo la sostenibilità.

Solito schema.

Primo – Metti sotto accusa i costi ambientali di un cibo. E questa volta è un vegetale. Non più un animale.

Secondo – aggiungi il clima a minacciare la tua tazzina quotidiana. Temperature troppo alte stanno pregiudicando la coltivazione dell’Arabica (e non solo).

Terzo – profetizzi un futuro di bocche affamate: il rischio di scarsità dell’offerta rispetto alla crescente domanda globale

Quarto – ipotizzi i rischi del vecchio nonché insostenibile modello produttivo: mettere a coltura ulteriori superfici di terreno quindi deforestare. Una parolaccia che non fa bene al clima come ci hanno ribadito in questi giorni G20 e COP 26.

Quinto – servi l’alternativa etica, un modo diverso di coltivare: l’agricoltura cellulare. È la scialuppa di salvataggio contro gli stravolgimenti climatici. Pulita perché senza pesticidi, con minori consumi di acqua e senza lunghi trasporti.

Qualche info-business?

Il caffè è la quinta coltura più inquinante del pianeta.

Viaggia tanto, specialmente in aereo, che è molto peggio della nave.

Sviluppa tuttavia un bel business: terza bevanda più bevuta al mondo.

L’alternativa, l’abbiamo capito, è l’agricoltura cellulare. Ma quanto costa? Meno della produzione di carne in laboratorio che ha proprio questo tallone d’Achille: un costo significativo dei mezzi di crescita.

L’etica non è per tutte le tasche. Non è più una novità.

Chi lo fa?

Se la fai in laboratorio, l’agricoltura diventa possibile anche là dove vivono le renne.

Sorge infatti in Finlandia l’istituto di ricerca VTT che ha messo a punto la tecnica per produrre il caffè senza chicchi.  Sud America bye bye.

 

Cosa ordino al bar?

La prossima volta, al bar, cosa ordinerai? Na’ tazzulella e’ cafè o una tazzina senza chicchi?

La seconda se vuoi salvare ambiente e clima. Un prodotto creato in laboratorio per un ambiente più sano e un’alimentazione un po’ innaturale.

C’è qualcosa che stride? Non precipitiamo i giudizi.

Nel frattempo, non sarebbe ora di disinnescare l’impatto ambientale di altre attività, oltre a quella agricola?

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