Caccia grande ai residui di glyphosate nella pasta. Perché un solo erbicida? Perché solo la pasta? C’è tanta chimica nei piatti da tenere d’occhio. E si aprono nuovi business

Glyphosate o glifosate o glifosato nella pasta, questo è il tormentone.

Si dice che:

  • il grano canadese contiene residui di glyphosate (e non solo); di fatto, ci sono residui in tutta Europa (45% dei terreni) )
  • quei residui sono finiti nella nostra pasta quotidiana (ma entro i limiti di legge).
  • la scienza è divisa sul “fa bene-fa male”. Efsa, Iarc,  Echa  e le altre agenzie
  • il grano italiano sarebbe più sicuro

Eppure c’è tanta (altra) chimica nei piatti

Cosa c’è di strano? Che sembra di guardare al dito (il glyphosate) e non  alla luna.

Se non è glyphosate nei nostri piatti  (frutta e verdura incluse) o nelle acque e nei terreni troviamo comunque…residui (concimi, pesticidi).  Stiamo sereni (si fa per dire). Perché?

campo grano e papaveri

 

  • si fa così per sfamare il mondo (ingenuo chi ci crede: nutrire sì, ma sfamare il mondo è questione di distribuzione del cibo)
  • si fa così per produrre di più. Non ci piove: senza  pesticidi grano, soia, frutta e verdura sarebbero attaccati da insetti, funghi, malerbe (anche i papaveri rossi). Ci sono alternative? Sì, ci arriviamo.
  • si fa così perché senza chimica lasceremmo le porte aperte (in molte colture) alle micotossine. Sostanze naturali, ma tossiche anzi cancerogene (prodotte dai funghi che attaccano il cibo). Ad esempio le aflatossine nel mais nel 2012   finite anche nel latte. Anche nel 2017  E non solo nel latte.

patate e ketchup E allora cosa mangiamo?

Rispolvero lo svizzero Paracelso:Tutto è veleno e nulla esiste senza veleno. È la dose che fa il veleno”

Dunque cosa vuole dire cibo sano e sicuro?

  • vuol dire i principi nutritivi. E la lista va aggiornata: ci sono anche grassi buoni; gli zuccheri aggiunti invece no…ci lavora l’Fda. Il problema è trovare il blend ideale per la nostra salute
  • vuol dire pochi residui? Ovvio. La buona notizia è che i prodotti italiani sono tra i più sicuri nell’hit parade europea compilata da Efsa.
  • Possiamo stare tranquilli? No, gli effetti dei residui  sono stati studiati singolarmente. Ma dentro una mela o una fragola c’è un cocktail di pesticidi (entro le soglie naturalmente): come interagiscono fra loro anche a piccole dosi? L’Efsa ci lavora. Da tempo.
  • vuol dire che il bio è meglio? Terreno spinosissimo:  una piccolissima percentuale di residui si trova anche nel bio (fonte Efsa). Il fatto è che il bio ci piace tanto e  ci mettono mani e piedi anche i furbetti del biologico: l’ultima frode è di ieri.
  • vuol dire  senza micotossine? Sì, ma chi ce lo garantisce se nemmeno si rilevano?
  • vuol dire super-cibi? Gli elisir di lunga vita che spesso importiamo dall’estero?  Alcuni di questi non vengono nemmeno analizzati.
  • per me vuol dire bando al terrorismo alimentare, ma ricerca sì: c’è tanto da capire. Chi la finanzia?
  • vuol dire anche seri controlli: ai porti, nei campi, sugli scaffali.

 

donna anatre cane

 E il  gliphosate?

Casomai fosse vietato in Europa, un altro diserbante prenderebbe il suo posto, anzi magari è già pronto. A pensare male si fa peccato, ma….

E poi c’è un’intera schiera di nuovi prodotti in arrivo dall’industria agrochimica: tutti i loro nomi cominciano per BIO: biopesticidi, biofertilizzanti, biofungicidi, bioinsetticidi. Sono a base di alghe, acidi umici, amminoacidi…insomma prodotti naturali.

Rispondono alle nostre ansie di sicurezza. Una manna per il marketing.

Meglio? Più sicuri? Sono in attesa di regolamentazione europea ad hoc: cosa sono, cosa devono contenere, come vanno analizzati e che effetti hanno.

Post a comment